11 Settembre 2026
Europa

Prezzi dei voli, tra aprile e giugno 2026 forti oscillazioni da Paese a Paese

I prezzi dei trasporti aerei nell’Unione europea, biglietti aerei compresi, hanno registrato oscillazioni marcate a partire da gennaio 2025. Un’instabilità che, secondo i dati diffusi da Eurostat, riflette l’andamento della domanda di viaggi, la stagionalità e i recenti eventi geopolitici.

Un anno e mezzo di alti e bassi.

Tra gennaio 2025 e giugno 2026, il picco più alto nell’incremento dei prezzi dei trasporti aerei è stato registrato ad aprile 2025, con un aumento del 13,7% su base annua rispetto ad aprile 2024. A quel rialzo sono seguite oscillazioni più contenute nei mesi estivi. Il 2026 si è invece aperto con una flessione tendenziale, seguita da rialzi a febbraio e marzo e da un brusco calo ad aprile (-4,7%). A maggio i prezzi sono tornati a salire, con un +8,1% su base annua, mentre a giugno l’aumento si è attestato al 3,1%.

A trainare l’andamento complessivo dei prezzi è stato soprattutto il comparto dei voli internazionali. Le variazioni annue dei prezzi per i viaggi internazionali hanno mostrato cali più marcati rispetto ai voli domestici nei mesi più deboli, ma anche impennate più forti, come il +14,1% di aprile 2025 e il +8,7% di maggio 2026. A giugno 2026, i prezzi dei voli internazionali sono cresciuti del 4,5%, contro un +2,0% registrato per i voli domestici.

Belgio in controtendenza, crollo in Slovacchia.

Se il quadro europeo mostra un’ampia variabilità, ancora più marcate sono le differenze tra i singoli Paesi membri nel trimestre aprile-giugno 2026. Il Belgio si distingue per una crescita dei prezzi ininterrotta, seppur in progressivo rallentamento: +41,5% ad aprile, +33,8% a maggio e +28,7% a giugno su base annua. All’estremo opposto si colloca la Slovacchia, dove i prezzi dei trasporti aerei sono crollati, con punte del -53,0% ad aprile, -48,2% a maggio e -45,1% a giugno.

Nella maggior parte dei Paesi Ue, tuttavia, lo schema è stato diverso: un calo dei prezzi ad aprile 2026, seguito da un rimbalzo a maggio. A giugno, oltre al Belgio, anche Austria (+22,3%) e Grecia (+15,1%) hanno registrato variazioni annue superiori al 15%, mentre tra le flessioni più marcate figurano Ungheria (-13,6%) e Polonia (-13,1%).