Preoccupazione UE per la situazione dei curdi ad Aleppo.
La condizione della popolazione curda ad Aleppo è al centro di un’interrogazione al Parlamento europeo, alla luce di segnalazioni allarmanti provenienti da fonti umanitarie, media e attori locali.
Secondo i report, i recenti scontri tra le forze del regime siriano (sostenute anche dalla Turchia) e le forze curde locali avrebbero provocato sfollamenti di massa, arresti mirati di cittadini curdi, vittime civili e limitazioni nell’accesso ai servizi essenziali. Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, i combattimenti sarebbero ripresi, mentre testimoni parlano di discriminazioni persistenti e del rischio di gravi violazioni dei diritti umani su base etnica e politica.
L’eurodeputata Mélissa Camara, intervenuta sulla vicenda, ha chiesto alla Commissione von der Leyen di chiarire quali informazioni e valutazioni siano attualmente disponibili sulla situazione dei curdi ad Aleppo e quali iniziative diplomatiche siano in corso o in programma per garantire la protezione dei civili, porre fine agli arresti arbitrari e assicurare il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Un secondo atto parlamentare ha denunciato, invece, intensi bombardamenti contro quartieri civili curdi di Aleppo, avvenuti tra il 6 e il 10 gennaio 2025, dove vivono circa 400.000 civili. Secondo le informazioni disponibili, oltre 150 persone sarebbero rimaste uccise o ferite, tra cui donne e bambini.
Le operazioni militari, attribuite a gruppi armati affiliati alle autorità siriane, avrebbero coinvolto anche milizie legate alla Turchia, alcune delle quali sottoposte a sanzioni dell’Unione europea. L’uso deliberato di armi pesanti in aree densamente popolate viene descritto come una grave violazione del diritto internazionale umanitario e degli accordi esistenti tra le autorità siriane e le Forze Democratiche Siriane.
Nell’occasione l’eurodeputata Leila Chaibi ha sottolineato che le Forze Democratiche Siriane sono partner chiave dell’UE e della coalizione internazionale nella lotta contro l’ISIS, mentre i civili associati a queste realtà continuerebbero a essere direttamente colpiti dagli attacchi.
Parole al vento, visto anche che la stessa Commissione Ue ha definitivamente ripulito l’immagine del presidente siriano Al-Sharaa, uomo di al-Qaeda ed esponente di spicco del jihadismo mediorientale.
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