Premio Giuseppe Dessì: Stassi e Magrelli vincono la 37a edizione.

Il trentasettesimo Premio Dessì è andato a Fabio Stassi con il romanzo “Mastro Geppetto” (Sellerio) e Valerio Magrelli con la raccolta “Exfanzia”. I due autori, vincitori rispettivamente delle due categorie narrativa e poesia, sono stati premiati ieri nel corso della cerimonia di premiazione a Villacidro, condotta da Neri Marcorè.

Consegnati anche il premio speciale alla drammaturga e regista Emma Dante, il Premio della Giuria al giornalista e scrittore Matteo Collura e all’attore e regista Michele Placido il Premio della Fondazione di Sardegna.

Vincitori e finalisti del concorso letterario sono saliti sul podio, spiegano i promotori della 37a edizione, dopo la selezione operata dalla giuria tra le 267 le opere pervenute (189 per la narrativa e 78 per la poesia).

“Il romanzo Mastro Geppetto di Fabio Stassi (Sellerio editore) è una contro – favola, un apologo di sofferenza e di disperazione. Esemplare per intensità e scavo sociale e morale” si legge nella motivazione della Giuria per il premio andato al romanzo dello scrittore romano, classe 1962. “Nel libro di Stassi, Geppetto è la vittima predestinata, un uomo burlato e messo in croce, tra tradizione letteraria della beffa toscana di età umanistica e ottica evangelica, marginalità e segregazione”.

Fabio Stassi, foto Luisa Cuccu
Fabio Stassi, foto Luisa Cuccu

“Valerio Magrelli – recita la motivazione del premio – è una delle voci più riconoscibili e accreditate del panorama poetico contemporaneo. Le poesie che ha raccolto in Exfanzia sono centrate sull’io, di cui registrano, in chiave totalmente anti-lirica e anti-idillica, soprattutto l’insofferente reattività di fronte alle occasioni quotidiane di frustrazione, di fastidio e di danneggiamento che la vita e la società ci largiscono nostro malgrado. La poesia di Magrelli nasce da un trauma; se la vita è una “piaga”, la poesia è il “pus” che ne fuoriesce: uno dei pochi sollievi, ma inevitabilmente torbido, limaccioso, coi segni e i reperti della lotta sanguinosa, carico ancora di dolore. E questa è appunto la cifra riassuntiva di una scrittura solo apparentemente estemporanea e umorale, in realtà sorvegliatissima e capace di ogni escursione metrica e linguistica”.
 
Completato il percorso della trentasettesima edizione del Premio Dessì con la cerimonia di sabato, la settimana culturale villacidrese propone ancora un ultimo appuntamento oggi con Grazia Di Michele, di scena alle 21.30 a Casa Dessì con il recital “Le ragazze di Gauguin”, in cui la cantautrice romana, accompagnata da Fabiano Lelli alla chitarra, ripercorre il repertorio dell’album omonimo, uscito nel 1986.

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foto Luisa Cuccu