4 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Povertà in Italia: 2,2 milioni di famiglie vivono in condizioni sempre più disperate.

Secondo le stime ISTAT del 2024, oltre 2,2 milioni di famiglie vivono in condizione di povertà assoluta, pari all’8,4% delle famiglie residenti. In termini di individui, i poveri assoluti sono circa 5,7 milioni, il 9,8% della popolazione, valori sostanzialmente stabili rispetto al 2023.

L’incidenza della povertà assoluta, che si verifica quando la spesa mensile della famiglia è inferiore alla soglia minima per vivere dignitosamente, è più alta tra le famiglie straniere (30,4%), raggiunge il 35,2% nelle famiglie composte esclusivamente da stranieri e scende al 6,2% tra le famiglie di soli italiani. La povertà relativa coinvolge invece oltre 2,8 milioni di famiglie (10,9%) e 8,7 milioni di individui (14,9%), con un leggero aumento rispetto al 2023.

Differenze territoriali.

La povertà assoluta resta più marcata nel Mezzogiorno (10,5% delle famiglie), seguita dal Nord-ovest (8,1%), Nord-est (7,6%) e Centro (6,5%). Complessivamente, il 39,8% delle famiglie povere vive al Sud e il 44,5% al Nord, mentre il 15,7% si concentra nel Centro.

Tra le Isole si registra un aumento della povertà individuale, che passa dall’11,9% al 13,4%.

La povertà per età e dimensione familiare.

La povertà assoluta colpisce 1,28 milioni di minori (13,8%) e circa 1,15 milioni di giovani tra 18 e 34 anni (11,7%). Tra i 35-64enni, il fenomeno si attesta al 9,5%, valore massimo storico, mentre tra gli over 65 coinvolge il 6,4% della popolazione.

Le famiglie più numerose sono particolarmente vulnerabili: il 21,2% delle famiglie con cinque o più componenti e l’11,2% di quelle con quattro membri si trovano in povertà assoluta. Tra le coppie con tre o più figli, quasi una su cinque (19,4%) è povera.

Istruzione e lavoro come fattori protettivi.

L’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 4,2% per chi ha almeno il diploma, 12,8% per chi ha la licenza media e 14,4% per chi ha al massimo la licenza elementare.

Dal punto di vista professionale, le famiglie con p.r. operaio o assimilato mostrano un’incidenza del 15,6%, mentre tra i dirigenti e impiegati scende al 2,9%. Le famiglie con p.r. in cerca di lavoro registrano valori più elevati (21,3%).

La condizione dei minori.

La povertà assoluta tra i minori colpisce 1,283 milioni di bambini e ragazzi, con un’incidenza che sale al 14,9% per i bambini tra 7 e 13 anni. Le famiglie con minori povere sono quasi 734mila, con valori più alti tra quelle di tipologia “altra” (23,9%) e le famiglie monogenitore (14,4%).

L’intensità della povertà per le famiglie con minori è pari al 21,0%, superiore alla media nazionale (18,4%).

L’impatto della cittadinanza.

Oltre 1,8 milioni di stranieri vivono in povertà assoluta (35,6%), quasi cinque volte la quota degli italiani (7,4%). La criticità più elevata riguarda le famiglie di soli stranieri nei comuni piccoli del Mezzogiorno (incidenza 46,2%).

Povertà e condizione abitativa.

Il 18% delle famiglie vive in affitto. Tra queste, l’incidenza di povertà assoluta raggiunge il 22,1%, contro il 4,7% delle famiglie proprietarie. Nel Mezzogiorno, quasi 350mila famiglie in affitto sono povere (24,8%).

L’affitto medio per le famiglie povere è di circa 373 euro al mese, inferiore rispetto ai 437 euro delle famiglie non povere.

Povertà relativa.

La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è 1.218 euro mensili. Nel 2024, le famiglie in povertà relativa sono oltre 2,8 milioni, con 8,7 milioni di individui coinvolti.

Le differenze territoriali restano marcate: il Mezzogiorno registra il valore più alto (20%), con Puglia, Calabria e Campania ai primi posti per incidenza. I comuni più piccoli fino a 50mila abitanti mostrano valori più elevati, in particolare al Sud.

Famiglie “sicuramente povere”.

Il 4,9% delle famiglie italiane rientra nella categoria delle famiglie “sicuramente povere”, stabile rispetto al 2023, con valori più elevati nel Mezzogiorno (9,7%). Quelle “appena povere” sono il 6%, mentre tra queste circa la metà si avvicina molto alla soglia di povertà.

foto Governo.it