14 Luglio 2026
Europa

Povertà in Europa: 72 milioni a rischio

Sono 72,4 milioni le persone nell’Unione europea che vivono al di sotto della soglia di rischio di povertà. È quanto emerge dall’indagine EU-SILC 2025 , basata sui redditi del 2024 , che fissa al 16,3% la quota di popolazione europea in questa condizione. Un dato pressoché invariato rispetto all’anno precedente: appena un decimo di punto percentuale in più.

La sostanziale stabilità del fenomeno non è necessariamente una buona notizia: significa che, nonostante le trasformazioni economiche degli ultimi anni, il problema strutturale della povertà relativa non accenna a ridursi in modo significativo.

Per anticipare le tendenze future, Eurostat ha elaborato stime preliminari sui redditi del 2025, in vista della prossima rilevazione EU-SILC 2026. Il quadro che emerge non lascia spazio all’ottimismo, ma nemmeno all’allarme: il tasso di rischio di povertà dovrebbe attestarsi al 16,4%, una variazione giudicata statisticamente non significativa. In altre parole, la situazione resterà sostanzialmente ferma.

Vale la pena ricordare cosa misura questo indicatore: non la povertà assoluta, ma il rischio relativo. Si considera a rischio di povertà chi dispone di un reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Una definizione che varia da Paese a Paese , e che dunque non fotografa le stesse condizioni materiali in Germania, Romania o Italia , ma che consente di confrontare la distribuzione della ricchezza all’interno di ciascuna società.

Che oltre 72 milioni di europei si trovino stabilmente sotto questa soglia resta, in ogni caso, un segnale che le politiche di redistribuzione e inclusione sociale nell’Ue faticano ancora a incidere in profondità.