8 Maggio 2026
EuropaSardegna

Povertà ed esclusione sociale: il divario regionale in Europa non si ferma.

Nel 2024, 93 delle 243 regioni europee (a livello NUTS 2, secondo la classificazione Eurostat) hanno registrato un tasso di rischio di povertà o esclusione sociale superiore alla media UE del 21%.
Altre 4 regioni hanno eguagliato la media, mentre 146 regioni hanno registrato valori inferiori.

Le regioni più colpite. Guyana francese, Calabria e Campania ai primi posti.

In cinque regioni europee, il rischio di povertà o esclusione sociale è stato più del doppio della media UE.
Il tasso più alto si è registrato in Guyana francese (Francia), dove il 59,5% della popolazione è a rischio. Seguono le regioni italiane Calabria (48,8%) e Campania (43,5%), insieme alle città autonome spagnole di Melilla (44,5%) e Ceuta (42,2%).

Le aree più vulnerabili.

Nel 2024, 25 regioni NUTS 2 hanno registrato un tasso di rischio di povertà o esclusione sociale pari o superiore al 33%.
Queste aree, indicate in blu scuro nelle mappe Eurostat, si concentrano in Grecia (5 regioni), Bulgaria, Spagna e Italia (4 regioni ciascuna), Romania e regioni ultraperiferiche francesi (3 regioni ciascuna). Il gruppo include anche due regioni fortemente urbanizzate dell’Europa occidentale: la Regione di Bruxelles-Capitale (Belgio) e Brema (Germania).

Le regioni con i tassi più bassi.

All’estremo opposto, 26 regioni europee hanno registrato un tasso inferiore al 12,5%, rappresentate in giallo chiaro sulle mappe Eurostat. Tra queste: 7 regioni del Nord e Centro Italia, tra cui la Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, che con 6,6% segna il valore più basso dell’intera Unione; 6 regioni della Repubblica Ceca, tra cui Jihozápad (8,8%), terza migliore in UE; 3 regioni delle Fiandre (Belgio) e 3 regioni austriache; 2 regioni polacche, inclusa quella della capitale Varsavia; le regioni capitali di Croazia, Romania, Slovenia e Slovacchia, con Bratislava (8,6%) al secondo posto nella classifica europea; la regione ungherese nord-occidentale di Közép-Dunántúl.

Dati che evidenziano come il rischio di povertà o esclusione sociale resti fortemente concentrato nel Sud e nell’Est Europa, mentre le regioni del Centro e del Nord continuano a registrare i livelli più bassi, confermando una sostanziale disuguaglianza territoriale nell’Unione e la necessità di politiche di coesione mirate per ridurre le disparità economiche e sociali tra i cittadini europei.

foto copyright Unione Europea