11 Ottobre 2026
Sardegna

Poste Italiane: utile netto 2023 in forte crescita. In aumento il costo del lavoro (+372 milioni).

Poste Italiane archivia un 2023 all’insegna della crescita, con un utile netto in forte aumento rispetto al 2022. È quanto emerge dalla relazione sulla gestione della società approvata dalla Corte dei Conti.

Nel dettaglio, l’utile netto 2023 è salito a 1.390 milioni di euro, segnando un incremento del 64,1% rispetto agli 847 milioni del 2022. Bene anche i ricavi complessivi, che raggiungono quota 11.155 milioni, in crescita dell’11% su base annua.

A trainare la performance sono stati in particolare i servizi BancoPosta, con ricavi pari a 6.379 milioni di euro (+912 milioni rispetto al 2022), grazie al buon andamento dei servizi di conto corrente (+694 milioni). In crescita, seppur più contenuta, anche i ricavi da mercato dei servizi postali, che si attestano a 2.832 milioni di euro (+1,3%), spinti soprattutto dal comparto pacchi.

Sul fronte dei costi, il 2023 ha registrato un aumento a 9.627 milioni di euro (contro gli 8.977 del 2022), dovuto principalmente all’aumento degli oneri finanziari (+418 milioni), legato alla risalita dei tassi d’interesse, e al maggior costo del lavoro (+372 milioni). Il risultato operativo si è attestato a 1.528 milioni, rispetto ai 1.076 milioni del 2022.

A livello di gruppo, l’utile complessivo è stato di 1.933 milioni di euro, in aumento del 22% rispetto ai 1.583 milioni dell’anno precedente.

In crescita anche gli investimenti industriali, saliti da 751 a 780 milioni di euro, destinati in gran parte alla trasformazione di Poste in operatore logistico integrato e alla transizione ambientale verso la carbon neutrality entro il 2030, tramite il rinnovo della flotta con mezzi a basse emissioni e l’installazione di impianti fotovoltaici.

Sul piano strategico, la Corte ricorda che il Consiglio dei Ministri, con decreto approvato il 17 settembre 2024, ha autorizzato l’alienazione di una quota di Poste Italiane, specificando però che la partecipazione statale (diretta o indiretta, attraverso il MEF) resterà superiore al 50%.

Infine, due importanti operazioni deliberate nel 2025 dal CdA di Poste Italiane segnano un passaggio chiave nel settore delle telecomunicazioni: da un lato, l’acquisizione del 9,81% delle azioni ordinarie di TIM da Cassa Depositi e Prestiti, e dall’altro, l’acquisto da Vivendi del 15% delle azioni ordinarie (pari al 10,77% del capitale sociale). Queste mosse porteranno Poste Italiane a diventare il primo azionista di TIM, con una partecipazione complessiva del 24,81% delle azioni ordinarie e del 17,81% del capitale sociale.