Possibile, Demos e Leu: “Sostenere la rivolta delle donne in Iran”.

Un ordine del giorno a sostegno della protesta delle donne in Iran è stato presentato in Consiglio regionale dai gruppi consiliari Possibile, Demos e Leu. Sullo sfondo un documento politico condiviso anche da Articolo Uno, Europa Verde e Sinistra Italiana contro ogni forma di violenza espressa “dal regime teocratico fascista di Teheran, responsabile dell’assassinio di Masha Amini e Hadis Najafti, colpevoli di non aver occultato adeguatamente il viso con il velo”.

“Non possiamo e non dobbiamo lasciare sole le donne alle quali, nel 2022, sono negate le minime condizioni di libertà, l’istruzione, il lavoro, in condizione di totale asservimento agli uomini e a società maschiliste”. Da qui la richiesta al presidente della Regione e alla Giunta “di sostenere la protesta iraniana al fine di rinforzare gli argini contro ogni tipo di limitazione della libertà e misoginia nella nostra terra”.

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Per la consigliera di Demos, Laura Caddeo, “nonostante la difficile situazione che vivono le famiglie sarde e le preoccupazioni per la guerra in Ucraina non ci sembra possa passare sotto silenzio quello che sta accadendo alle donne iraniane. Dobbiamo essere solidali seguendo l’esempio degli uomini che in Iran si stanno schierando per i diritti delle donne e vorremmo che l’intera comunità internazionale facesse altrettanto”.

Una battaglia di civiltà condivisa da Maria Laura Orrù di Possibile: “L’Iran è una società dove mancano i fondamentali democratici. E non dimentichiamo che in questi ultimi giorni l’italiana Alessia Piperno è stata arrestata in Iran con l’accusa di aver partecipato a manifestazioni di protesta contro il governo. Con quest’ordine del giorno rompiamo il silenzio perché non può esserci sviluppo in una società se c’è violenza”.

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