Popolo della Famiglia Sardegna: “No all’ideologia gender nelle scuole e nei programmi RAI”.

Il Popolo della Famiglia Sardegna, appreso che in diversi comuni isolani è già stata approvata la “Carta dei Diritti della Bambina”, documento di nove articoli, ispirato alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, grazie alla collaborazione con Fidapa , Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, ha invitato i comuni della Sardegna a conoscere il motivo che sta portando alla sua diffusione: l’introduzione dell’ideologia Gender nelle scuole. Dopo aver spostato il conflitto dalle classi sociali alla famiglia e alla persona, ora l’obiettivo, per i sostenitori del Popolo della Famiglia è quello di spingere per portarlo fra i bambini ed i genitori. In particolare, la “Carta dei diritti della Bambina” spingerebbe a creare conflitto fra i bambini e i genitori e per i militanti del PDF sono diversi gli elementi collegati fra loro, come l’uso del protagonismo dei bambini come Greta Thunberg, la proposta del voto a 16 anni e l’eliminazione della responsabilità genitoriale.

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Attraverso “la Carta dei Diritti della Bambina”, per il partito di Mario Adinolfi, si punta a disarticolare strutture antropologiche di base facendole passare per stereotipi e pregiudizi, minacciando seriamente lo sviluppo dell’identità personale delle bambine fin dalle radici, incentivare la promozione dell’erotizzazione del minore ed affermare una presunta neutralità di genere.

A livello locale il Popolo della Famiglia Sardegna, chiede che obiettivi come l’educazione al rispetto e la prevenzione della violenza non vengano affrontati in modo ideologico e che le fasi della crescita dei bambini siano rispettate lasciando ai genitori il compito dell’educazione dei figli. Sempre per la rappresentanza sarda del PdF, le trasmissioni di Rai Radio 1 Sardegna, sarebbero colpevoli di trasmettere vera e propria propaganda omossessuale, con la collaborazione del Movimento Omosessuale Sardo, con l’obiettivo di imporre la cosiddetta cultura – come definita dai sostenitori del partito – del “ sono quello che mi sento” sin da bambini.

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“Siamo convinti – per i rappresentanti del PdF sardo – che certi messaggi, perlopiù in fascia protetta, non debbano essere trasmessi e troviamo grave che il servizio pubblico nazionale ne abbia autorizzato la diffusione. Chiediamo ai dirigenti dell’azienda, di intervenire prima possibile per ripristinare il palinsesto e renderlo, finalmente, fruibile anche ai minori che ne hanno tutto il diritto”.

foto facebook/PopolodellaFamiglia

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