6 Giugno 2026
Sardegna

Ponte del Primo Maggio: 7,4 milioni di italiani in viaggio

Nonostante il contesto economico non sia dei più rosei, gli italiani non rinunciano al tradizionale ponte del Primo Maggio. Secondo le stime dell’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, saranno 7,4 milioni i connazionali che si metteranno in viaggio, generando 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari complessivo di 3,8 miliardi di euro.

Rispetto all’anno scorso le vacanze saranno più contenute, in media tre giorni, complice un calendario meno favorevole: nel 2025 il Primo Maggio cadeva di giovedì, consentendo ponti più lunghi. Ma la voglia di partire resta intatta.

Il 92% sceglie l’Italia: mare, città d’arte e montagna le mete preferite.

La stragrande maggioranza dei viaggiatori, il 92%, rimarrà entro i confini nazionali. Solo l’8% si sposterà all’estero, prediligendo le grandi capitali europee, scelta che raccoglie l’87% di chi varca il confine.

Per chi resta in Italia, il mare si conferma la destinazione regina con il 39,7% delle preferenze, seguito dalle località d’arte (25,3%), dalla montagna (17,4%), dalle terme (11,1%) e dai laghi (6,1%).

Il picco delle partenze è atteso per giovedì 30 aprile, con 4,7 milioni di italiani contemporaneamente in viaggio. Le giornate di mercoledì 29 aprile e venerdì 1° maggio registreranno ciascuna circa 1,2 milioni di partenze.

Quanto si spende: 512 euro a testa, con 170 euro al giorno.

La spesa media pro-capite si attesta sui 512 euro, con un esborso giornaliero di circa 170 euro a persona. La fetta più consistente del budget andrà ai pasti (29,1%), seguita dal viaggio (21,5%) e dall’alloggio (18,2%). Lo shopping assorbirà il 12,8% delle uscite.

Per dormire, gli italiani puntano soprattutto sulla casa di parenti e amici (30,8%), seguita da hotel, residence e villaggi turistici (24,9%), bed & breakfast (16,4%) e case di proprietà (13,9%).

Non tutti riusciranno a godersi il ponte. Chi resterà a casa lo farà principalmente per ragioni economiche (53%), familiari (34,1%) o per il caro prezzi (20%) , una voce, quest’ultima, che si sovrappone alla prima ma segnala una sensibilità crescente al tema del potere d’acquisto.

foto Al Gг da Pixabay.com