Polonia e libertà: verso il bando del Partito Comunista polacco.
Il possibile bando del Partito Comunista di Polonia riaccende l’allarme sullo stato delle libertà democratiche nell’Unione europea. L’8 gennaio 2026 l’eurodeputato Giorgos Georgiou, del gruppo The Left, ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea chiedendo chiarimenti e interventi sul rispetto dei diritti civili e del pluralismo politico nel Paese.
Secondo le informazioni disponibili, è in corso un procedimento davanti al Tribunale costituzionale polacco, avviato su richiesta del Presidente della Repubblica, con l’obiettivo di cancellare il Partito Comunista di Polonia dal registro dei partiti politici. Un’iniziativa che si inserisce in un contesto di pressione legale e politica che, da anni, colpisce la formazione comunista.
Nell’interrogazione, Georgiou sottolinea come questo sviluppo sollevi interrogativi rilevanti sulla tutela della libertà di pensiero, di coscienza e di espressione politica, nonché sul pluralismo e sul corretto funzionamento democratico dei sistemi politici negli Stati membri. Il caso polacco viene indicato come emblematico di una tensione più ampia tra gli ordinamenti giuridici nazionali e gli obblighi derivanti dall’acquis comunitario e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
L’eurodeputato ha chiesto quindi alla Commissione di chiarire la propria valutazione su questi sviluppi alla luce della protezione delle libertà democratiche e della libertà di pensiero e di coscienza in tutta l’Unione europea.
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