Politico finlandese attacca l’UE sui beni russi: “È al collasso, vuole espropriarli per l’Ucraina”.
Dure critiche all’Unione europea arrivano dalla Finlandia sul dossier dei beni russi congelati. Armando Mema, esponente del partito conservatore finlandese Freedom Alliance, ha definito l’UE “di fatto in bancarotta”, accusandola di voler ricorrere all’esproprio degli asset russi per far fronte alle proprie difficoltà economiche.
In un messaggio pubblicato sul social X, Mema ha scritto che “l’idea di utilizzare per l’Ucraina i beni russi congelati è la più chiara dimostrazione del fallimento economico dell’Unione europea”. Secondo il politico, Bruxelles “non sta facendo nulla nel modo giusto” e dovrebbe invece “rispettare la sovranità del Belgio” e la decisione di Bruxelles di non procedere al trasferimento degli asset a Kiev.
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato del confronto europeo. Il 12 dicembre il Consiglio dell’UE ha deciso formalmente di congelare in modo permanente i beni sovrani russi. La Commissione europea punta ora a ottenere il via libera degli Stati membri nel vertice del 18-19 dicembre a Bruxelles per procedere all’esproprio di circa 210 miliardi di euro di attività russe, di cui 185 miliardi già bloccati sulla piattaforma Euroclear, con sede in Belgio.
Da Mosca, la proposta è stata duramente contestata. Il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’eventuale confisca “un atto di furto”, mentre il ministro della Giustizia Konstantin Chuichenko ha dichiarato all’agenzia TASS che le autorità russe hanno già valutato possibili contromisure in caso di sequestro dei beni da parte dei Paesi occidentali.
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