Politiche giovanili e Anno europeo della gioventù, Sabine Verheyen: “Occasione per portare in primo piano loro esigenze”.
Secondo l’accordo approvato tra i colegislatori raggiunto lo scorso 6 dicembre, l’Anno europeo della gioventù si concentrerà sull’inclusione dei giovani nella società europea.
“I giovani – ha affermato la presidente della commissione Cultura e istruzione (CULT), Sabine Verheyen (PPE), che ha guidato la squadra negoziale del Parlamento – sono tra coloro che hanno sofferto maggiormente degli effetti negativi del Covid-19. L’Anno europeo della gioventù sarà un’occasione per portare in primo piano le loro esigenze”. “Ci siamo assicurati – prosegue la parlamentare del Partito Popolare Europeo – che fosse il loro anno: i negoziatori del Parlamento europeo si sono assicurati che i giovani fossero coinvolti nel processo di pianificazione. Abbiamo anche assicurato la possibilità di avviare attività a lungo termine che si estendessero oltre il 2022, affinché i giovani possano essere coinvolti nel processo decisionale dell’UE. Il risultato del nostro negoziato mostra chiaramente che i giovani rappresentano una priorità per l’Europa”.
La commissione CULT ha recentemente votato l’accordo lo scorso 8 dicembre e il Parlamento europeo adesso prevede di siglare l’accordo durante la sessione plenaria del 13-16 dicembre. La normativa quadro, spiegano dal PE, si applicherà dal 1° gennaio 2022, consentendo agli Stati membri di presentare i propri piani nazionali, in linea con gli obiettivi concordati.
L’obiettivo generale dell’Anno europeo della gioventù 2022 (EYY) sarà finalizzato a rafforzare, sostenere e coinvolgere i giovani nelle politiche pubbliche europee, nazionali e locali.
Durante i negoziati, i deputati europei hanno assicurato che sia gli Stati membri che la Commissione, durante la progettazione dei piani nazionali o dell’agenda transeuropea, si incontrassero con le organizzazioni giovanili nazionali ed europee per co-creare le attività legate all’Anno europeo, promuovere campagne di sensibilizzazione, nonché studi e ricerche sulla situazione dei giovani nell’UE.
I deputati hanno assicurato 8 milioni di euro come integrazione ai programmi Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà, per coprire i costi operativi (concordati nei colloqui di conciliazione sul bilancio 2022 e già adottati dal Parlamento). Ulteriori finanziamenti per l’attuazione delle attività saranno mobilitati per tutto il 2022 da altri programmi e strumenti pertinenti dell’UE.
I deputati hanno aggiunto la possibilità di mobilitare i fondi dell’UE anche dopo la fine del 2022, al fine di garantire una maggiore duratura dell’Anno europeo per la gioventù.
Martedì 14 dicembre la plenaria del Parlamento europeo discuterà e voterà il progetto di decisione. La normativa quadro, previa autorizzazione del Consiglio, si applicherà dal 1° gennaio 2022, consentendo agli Stati membri di presentare i propri piani nazionali, in linea con gli obiettivi concordati.
foto European Parliament 2021, foto Philippe Buissin
