Politiche giovanili e ALMA, PPE: “Quanti finanziamenti dal FSE+?”.

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2021, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva annunciato l’istituzione della nuova iniziativa per i/le giovani europei/e nota come ALMA (Aim, Learn, Master, Achieve), con l’obiettivo di aiutare i giovani a inserirsi nel mercato del lavoro, con un particolare focus sui NEET nell’UE che, per motivi personali o strutturali (disabilità, disoccupazione di lunga durata, scarsi risultati scolastici, competenze professionali insufficienti), continuano ad essere esclusi.

Un piano, nelle ambizioni dell’UE, mirato ad offrire ai partecipanti un’esperienza di apprendimento per un periodo di 2-6 mesi in un altro Stato membro dell’UE. In altre parole ne più ne meno di quanto già offerto, solo per citarne alcuni, da programmi quali l’Erasmus per giovani imprenditori e i tirocini Eurodyssey. L’UE, quindi, continua inequivocabilmente ad arrancare nella formulazione di proposte innovative per l’inclusione dei/delle giovani nell’UE, preferendo riproporre – con nuovi acronimi e copiosi investimenti -, i soliti schemi per le nuove generazioni europee, pur in presenza delle “nuove sfide europee dell’era post pandemica”, volendo citare un refrain tanto caro tra i vertici europei.

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Non sorprende poi la richiesta sui numeri e sullo stato dell’arte del programma presentata dagli eurodeputati del PPE Francisco José Millán Mon e Rosa Estaràs Ferragut: “Quando sarà presentata l’iniziativa ALMA al Parlamento e al Consiglio europeo – scrivono in una recente interrogazione parlamentare i due esponenti del PPE – e quanti finanziamenti riceverà ALMA dal Fondo Sociale Europeo Plus?”.

Per Nicolas Schmit, Commissario per l’occupazione – recentemente intervenuto sul tema – “ALMA sarà attuato nell’ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) sulla base del regolamento esistente. Spetterà agli Stati membri e alle regioni includere l’iniziativa nei propri programmi operativi FSE+ per il periodo 2021-2027. I negoziati – prosegue – sono ancora in corso, ma finora – all’8 luglio 2022 – più della metà degli Stati membri ha dichiarato l’intenzione di inserire ALMA nei propri programmi operativi, destinando una cifra stimata in 270 milioni di euro.

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Ma (va evidenziato giusto per fare il punto sulla capacità pianificatoria dell’UE) il finanziamento totale disponibile per ALMA sarà noto solo dopo l’adozione di tutti i programmi FSE+ da parte dei Paesi Membri. Insomma, vige il massimo riserbo sul “come, quando e perché” dell’ennesimo programma “fotocopia” per l’inclusione dei giovani europei.

Una situazione di fatto che conferma il tenore dell’azione politica dei vertici europei verso l’ideazione di interventi sostanzialmente impattanti per la condizione giovanile nell’UE, confermando, purtroppo, la volontà di proseguire a singhiozzo e sostenere iniziative di scarso impatto, senza contare – restando sull’esecuzione dell’iniziativa ALMA – l’esiguo stanziamento previsto per il prossimo invito a presentare progetti che prevede una dotazione di 15 milioni di euro. Bazzecole in altre parole!

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Sono forse così pochi i giovani ‘disagiati’ in Europa secondo le stime della Commissione europea, tali da giustificare un così risibile fondo per il prossimo avviso ALMA in tutta l’UE?

La narrazione europea circa i ‘gruppi vulnerabili’ che hanno più subito gli effetti della pandemia, ovvero giovani e donne, – reiterata quasi quotidianamente dai vertici della Commissione UE -, continua (e continuerà) nei prossimi tempi a venire, contribuendo a dimostrare tutta l’incoerenza di fondo del paradigma politico europeo a sostegno della gioventù nell’UE.

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