13 Agosto 2026
Politica

Politiche giovanili, Abodi incontra le Regioni

Rafforzare il dialogo tra Regioni e Governo, incrementare il Fondo per le politiche giovanili (strumento per le politiche dall’alto e di scarso impatto del Governo ed enti periferici) e valorizzare il Servizio civile universale. Sono questi i temi al centro dell’incontro che si è tenuto a Roma, nella sede della Conferenza delle Regioni, tra gli enti territoriali e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

Il segnale più concreto arriva dai numeri del Servizio civile universale: il bando 2026 ha raccolto circa 160.000 candidature, il 18% in più rispetto all’ultimo ciclo, a testimonianza di un interesse crescente da parte dei giovani italiani.

La riforma e il ruolo delle Regioni.

Al centro del dibattito, il disegno di legge delega presentato dal Governo che, per la prima volta, punta a definire una cornice nazionale in materia di politiche giovanili, in linea con il quadro europeo e nel rispetto delle autonomie territoriali. Le Regioni hanno accolto con favore lo sforzo riformatore, chiedendo però un ruolo più definito nel processo attuativo: in particolare, hanno richiesto che i decreti attuativi vengano condivisi preventivamente nell’ambito del Tavolo tecnico previsto dall’accordo quadro del 2024, e che venga istituito un Tavolo tecnico permanente di coordinamento sulle politiche giovanili. Un impegno che il Governo aveva già accolto in sede di Conferenza Unificata e che Abodi ha confermato nel corso dell’incontro.

Il Ministro ha sottolineato come il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali non sia solo un principio ispiratore della riforma, ma la finalità concreta di incontri come quello di ieri. Ha quindi invitato tutti gli attori coinvolti a valorizzare le risorse già disponibili, promuovendo un metodo basato su coprogettazione, co-programmazione e cofinanziamento capace di superare le differenze politiche in nome dell’efficacia delle misure sul territorio. Ovviamente una co-programmazione chiesta a livello istituzionale, non con i beneficiari finali dei progetti milionari, ovvero i giovani italiani.

Le iniziative in campo.

Abodi ha fatto il punto sulle principali misure finanziate con la quota nazionale del Fondo per le politiche giovanili. Tra queste, il Progetto Rete, che offre percorsi di formazione e orientamento ai giovani tra i 16 e i 35 anni con un’attenzione particolare all’autoimprenditorialità (che in Italia resta appannaggio di chi ha un garante e risorse proprie), e la (inutile) Carta Giovani Nazionale.

Il Ministro ha inoltre annunciato il rinnovo del finanziamento triennale dei Corpi civili di Pace, in accordo con il Ministero degli Affari Esteri, affinché anche i giovani impegnati in zone di conflitto o di emergenza ambientale siano pienamente ricompresi nel perimetro del Servizio civile universale.

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