5 Settembre 2026
Europa

Politiche agricole e alimentari UE: Bruxelles rassicura sul futuro della PAC.

La Commissione europea ha risposto alle preoccupazioni sollevate dall’eurodeputato Mihai Tudose (S&D) sulla futura politica agricola comune (PAC) dopo il 2027, assicurando che la nuova proposta per il quadro finanziario pluriennale sarà “più semplice, mirata e in linea con le priorità dell’Unione”, pur non entrando nel merito sull’entità delle risorse per la PAC nel bilancio futuro dell’Ue.

Nel suo intervento al Consiglio Agricoltura e Pesca del 24 marzo, Tudose aveva espresso preoccupazione per un’eventuale riduzione dei fondi agricoli a favore del rafforzamento della difesa europea, mettendo in guardia contro il rischio di compromettere la sicurezza alimentare e il tenore di vita dei cittadini europei.

Nella sua risposta, ancora, la Commissione – tramite il commissario Cristophe Hansen – ha ribadito che la PAC post-2027 continuerà a sostenere gli agricoltori in modo più mirato, promuovendo risultati ambientali e sociali e valorizzando le aree rurali, con un equilibrio tra incentivi, investimenti e regolamentazione. Tuttavia, non viene confermata l’intenzione di mantenere il livello attuale di finanziamento, né viene specificato se i due pilastri tradizionali della PAC (aiuti diretti e sviluppo rurale) resteranno invariati.

Tudose aveva inoltre chiesto alla Commissione di valutare alcune richieste specifiche avanzate da alcuni Stati membri, tra cui l’inclusione dell’acquisto di animali da riproduzione tra le spese ammissibili ai fondi europei e la revisione delle regole che limitano la modernizzazione delle flotte da pesca.

Su questi punti, la Commissione ha mantenuto una linea prudente. In particolare, sul fronte degli aiuti per l’allevamento Bruxelles ha ricordato che già oggi esistono strumenti specifici per sostenere il settore zootecnico, come il sostegno accoppiato al reddito e le interventi settoriali, ma sottolinea che l’acquisto diretto di animali da riproduzione non rientra tra le spese ammissibili secondo l’attuale normativa. infine, sulla pesca, la Commissione ha riconosciuto le difficoltà legate al rinnovamento delle flotte in Ue.

Bruxelles, dunque, mostra un’ampia apertura nel mantenere la centralità della PAC, non sciogliendo, però, il nodo cruciale sulle risorse disponibili dopo il 2027.