Parlamento Europeo

“Da noi, in Europa, ragazze e ragazzi possano viaggiare, studiare ed amare senza costrizioni” 

Questo è stato l'augurio del neo eletto Presidente del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, durante il suo discorso di insediamento, avvenuto lo scorso 3 Luglio.

Un discorso che ha toccato molti, moltissimi punti cardine delle politiche recenti, sancendo quali siano le priorità da stabilire per il futuro delle istituzioni europee, spaziando dalle tematiche sulla parità di genere e mettendo l'accento sull’importanza di contrastare il recente sollevamento di ideali e politiche nazionaliste e sovraniste contrastanti con i valori fondatori di questa Europa.

Sul tema, si dice speranzoso nella ricerca di un terreno fertile per il colloquio, che possa favorire la nascita di una nuova e rinnovata Europa, vicino alle scelte democraticamente espresse dai milioni di cittadini Europei, senza però dimenticare quelli che sono le radici della stessa, e il suo ruolo fondamentale di arginamento dei conflitti mondiali ed internazionali e di correttore degli sbagli del passato, avvelenati da nazionalismi e malcontento.

Il suo intervento non si limita però agli ideali politici, ma espone la sua visione economica e sociale che favorisce con tutti i mezzi disponibili un processo tecnologico che metta tuttavia al centro il cittadini nei suoi diritti inalienabili, dando loro un ruolo attivo nel processo decisionale ed i mezzi per essere ascoltati da istituzioni che troppo spesso sono viste come irraggiungibili. 

Strizza poi l’occhio ai tantissimi giovani e non che hanno espresso, più e più volte, la loro preoccupazione riguarda ai temi del cambiamento climatico e dell’ecologia in senso ampio, lodando gli sforzi non solo di ragazzi che sono riusciti a dare risalto mediatico alla questione, ma a tutti coloro che negli ultimi anni si sono spesi per combattere una battaglia che potrebbe essere la più importante della nostra epoca. È qui infatti che si trova ad appoggiare le scelte e le priorità recentemente stabilite dalla presidenza finlandese al Consiglio Europeo, che mira a sfruttare la potenza politica ed economica Europea per assumere il ruolo di “capofila” nella lotta al cambiamento climatico.

Più agrodolce la sua chiusura, dove diventa palese la natura mutevole e fluida degli equilibri politici che compongono l’Europa. Si rivolge, infatti, ai suoi colleghi europarlamentari britannici, a prescindere dalla loro idea politica in campo Brexit, quando parla del doloroso processo di separazione del Regno Unito e dell’impatto che avrà sulle vite di tantissime persone. L’Europa non è solo segnata da abbandoni però, e il saluto ai rappresentanti di Paesi in via di annessione all’Unione Europea è pregno di speranza in un futuro che li comprenda.

Sarà il tempo a decidere se queste speranze troveranno riscontro nei fatti, e se la sua nomina sarà all’altezza delle necessità di una Europa apparentemente in crisi, che ancora cerca una linea definita nel suo ruolo rispetto ai suoi cittadini e alle nazioni che la compongono.

Davide Rossi