Pnrr: 32 miliardi senza dati di dettaglio. E il bollo auto sarà in parte pagato con i fondi del Piano
Sono 291.387 i progetti del PNRR monitorati da Openpolis, la piattaforma indipendente che fotografa lo stato di avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dati che raccontano un problema di trasparenza: per misure del valore complessivo di 32,03 miliardi di euro mancano informazioni di dettaglio.
Tra i progetti per cui i dati sono disponibili, il 58,1% risulta ancora in corso a metà giugno 2026. Nel frattempo il Piano è stato rimodulato otto volte in circa cinque anni, dalla sua introduzione a oggi.
Il bollo auto e i fondi del Pnrr.
Un altro numero riguarda il bollo auto: il 54,3% delle mancate entrate previste nel 2027 sarà compensato con risorse del Pnrr. Il motivo sta nell’esenzione annunciata pochi giorni fa dal governo. Trattandosi di un tributo il cui gettito spetta alle regioni, lo Stato è tenuto a ripianarne il mancato incasso: 1,46 miliardi di euro verranno coperti con le economie del Piano.
Proprio il bollo offre un esempio di come il nome possa ingannare. Ufficialmente si chiama tassa automobilistica, ma dal 1983 si paga per il solo possesso del veicolo, a prescindere dall’uso e senza ricevere in cambio una prestazione specifica. Nella sostanza, dunque, è un’imposta.
La distinzione tra i due tributi sta in ciò che si ottiene in cambio. La tassa si paga per ricevere direttamente una prestazione, come nel caso della tassa scolastica. L’imposta finanzia invece servizi indivisibili, non attribuibili al singolo, come la manutenzione del verde pubblico o la sanità: l’esempio classico è l’Irpef. Le imposte possono essere dirette, se calcolate su reddito o patrimonio, o indirette, se legate a consumi e scambi. L’importo si ottiene applicando un’aliquota alla base imponibile.
foto Governo.it
