16 Marzo 2026
CulturaPolitica

Pistoia è la Capitale Italiana del Libro 2026

È Pistoia la nuova Capitale Italiana del Libro 2026. L’annuncio è stato dato oggi, 24 ottobre 2025, dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli durante la cerimonia ufficiale svoltasi nella Sala della Crociera del MiC, alla presenza della giuria e dei sindaci delle città finaliste.

“Essere ‘capitale’ significa farsi guida, rappresentare la testa di un corpo sociale vivo, fatto di comunità, di relazioni, di parola condivisa”, ha dichiarato Giuli, sottolineando come la lettura debba essere intesa non solo come abitudine culturale, ma come strumento di coesione civile e partecipazione democratica.

Un progetto che unisce lettura, inclusione e innovazione.

A convincere la giuria è stato il dossier “L’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro”, presentato dal Comune di Pistoia.
Il progetto propone la lettura come leva di emancipazione e di crescita collettiva, affrontando temi di grande attualità: povertà educativa, inclusione sociale, cambiamento climatico, intelligenza artificiale e divario digitale.

Con oltre 1.500 iniziative previste durante l’anno, il programma punta a valorizzare la lettura come esperienza quotidiana e condivisa, capace di creare legami e comunità. Tra le iniziative più originali figurano il Librobus, il Prestito a domicilio, i progetti “Nati sotto il segno dei libri” e “Regala un libro, ricevi un libro”, oltre a iniziative social come le “liste nozze in libreria” e le “buste a sorpresa”.

“Un ordinario straordinario”: le motivazioni della giuria.

La giuria, presieduta da Adriano Monti Buzzetti Colella, ha premiato Pistoia per “l’elevata qualità progettuale, la visione inclusiva e il forte radicamento nel tessuto sociale e culturale della città”.
Il dossier, si legge nella motivazione, si distingue per “una pianificazione solida e una rete partecipativa ampia, capace di garantire la sostenibilità del progetto anche oltre l’anno di conferimento del titolo”.

Apprezzato anche il coinvolgimento di spazi non convenzionali – ristoranti, musei e impianti sportivi – trasformati in presìdi di “bibliodiversità”, per rendere il libro parte integrante della vita cittadina.

Un modello di governance partecipata.

La proposta pistoiese è stata riconosciuta come esempio di “governance inclusiva”, grazie al coinvolgimento di editori, librai, bibliotecari, associazioni culturali, volontari e cittadini, in una rete di collaborazione pubblico-privata che rafforza la filiera del libro e crea nuove opportunità di lavoro e formazione.

Il budget complessivo prevede 500.000 euro di finanziamento ministeriale, erogati attraverso il Centro per il Libro e la Lettura, con co-finanziamenti pubblici e privati e un sistema di monitoraggio esterno per garantire trasparenza e continuità.

Le altre città finaliste.

Oltre a Pistoia, erano giunte in finale Carmagnola (Torino), Perugia, Nardò (Lecce) e Tito (Potenza).
In totale, undici Comuni avevano presentato la candidatura al titolo di Capitale Italiana del Libro 2026, tra cui Avezzano, Belvedere Marittimo, Pianezza, San Benedetto del Tronto, Soncino e Squillace.

Assenti, come sempre, i comuni della Sardegna, dove la strategia degli operatori e amministratori locali per la promozione della cultura non va oltre la spendita autoreferenziale delle risorse pubbliche per la realizzazione di interventi di scarso impatto.

“La lettura è un’avventura”.

Alla base del progetto vincitore c’è una visione della lettura come avventura collettiva e strumento di riscatto e rigenerazione urbana.
La lettura è un’avventura – recita lo slogan della candidatura – non solo un atto individuale, ma un invito a viaggiare dentro sé stessi, a immaginare scenari nuovi, a costruire insieme il futuro”.

foto Mic