Piattaforma europea per i senzadimora: la Commissione UE rassicura sul futuro dell’iniziativa.
La Piattaforma europea per i senzadimora, lanciata con la Dichiarazione di Lisbona del 2021, continuerà a essere uno strumento chiave nella promozione di strategie coordinate e sostenibili contro l’emergenza abitativa nei Paesi membri. A confermarlo è stata la Commissione europea, rispondendo per iscritto a un’interrogazione parlamentare presentata da eurodeputati dei gruppi The Left e Verdi/ALE.
L’interrogazione, depositata il 2 aprile scorso, esprimeva preoccupazione per l’assenza di un piano d’azione concreto a supporto della Piattaforma, in vista dell’obiettivo di eliminare la condizione di senza fissa dimora entro il 2030, come stabilito dalla Dichiarazione di Lisbona. Nonostante i buoni esempi di politiche abitative – come il modello finlandese, spesso citato come best practice – il fenomeno dei senzatetto resta in crescita in molti Stati membri.
Nel documento di risposta, datato 22 maggio 2025 e firmato dalla Commissaria Roxana Mînzatu, la Commissione chiarisce che è in corso la preparazione di un nuovo programma di lavoro della Piattaforma, che sarà discusso e adottato dai membri entro giugno 2025. Il precedente programma, operativo tra il 2022 e il 2024, ha già consentito il lancio di diverse strategie nazionali e progetti pilota, consolidando la Piattaforma come un punto di riferimento europeo nel contrasto alla marginalità estrema.
“Durante la prossima fase –ha dichiarato la Minzatu – la Piattaforma continuerà a supportare autorità nazionali, regionali e locali nello sviluppo di strategie integrate basate sull’approccio “housing first”, monitorandone l’impatto e ottimizzando l’uso dei fondi europei disponibili, in particolare dell’European Social Fund Plus (ESF+)“.
Oltre a fornire supporto tecnico e orientamento alle politiche, la Piattaforma contribuirà alla costruzione di future iniziative europee, tra cui il nuovo Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, la Strategia europea contro la povertà e il Piano europeo per l’edilizia accessibile.
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