12 Giugno 2026
Europa

Piano israeliano di occupazione della Striscia di Gaza: cosa sta facendo l’Ue?

La prospettiva di un’occupazione militare permanente della Striscia di Gaza da parte di Israele ha spinto un gruppo di europarlamentari italiani — Sandro Ruotolo, Alessandro Zan, Annalisa Corrado (S&D) e Mimmo Lucano (The Left) — a sollecitare la risposta della Commissione Europea circa le misure a sostegno della de-escalation e della tutela del diritto internazionale, quotidianamente calpestato dal Governo di Tel Aviv.

Il governo israeliano, secondo i firmatari, avrebbe approvato un piano che non solo prevede la presenza militare a tempo indefinito nella Striscia, ma anche lo spostamento forzato dei civili e un nuovo modello di gestione degli aiuti umanitari.

A nome dell’esecutivo comunitario, l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, ha richiamato le conclusioni del Consiglio europeo di marzo 2025, che ha condannato la rottura della tregua a Gaza e ribadito la necessità di una cessazione duratura delle ostilità legata alla liberazione degli ostaggi.

“La Commissione — ha spiegato Kallas — ha già stanziato nel 2025 circa 170 milioni di euro in aiuti umanitari per Gaza e Cisgiordania, portando il totale a oltre 500 milioni di euro dal 2023. Ha inoltre richiesto pubblicamente, attraverso i suoi alti rappresentanti, la revoca del blocco israeliano all’ingresso degli aiuti”.

Un passaggio significativo riguarda la possibilità di riesaminare l’accordo di associazione UE-Israele, in particolare per quanto riguarda l’osservanza dell’articolo 2, che impone il rispetto dei diritti umani come base fondamentale della cooperazione bilaterale. “Il tema — ha sottolineato la Commissione — è stato discusso in sede di Consiglio “Affari esteri”.

Risposte, in sintesi, che esprimono ancora una posizione attendista dell’Ue verso Israele. Se da un lato, infatti, la Commissione riconosce la gravità della crisi umanitaria e la necessità di agire, dall’altro rimanda agli Stati membri eventuali decisioni vincolanti, come l’eventuale sospensione dell’accordo di associazione con Israele. Nel frattempo, la popolazione civile di Gaza continua a pagare il prezzo più alto.

foto hosny salah da Pixabay.com