13 Maggio 2026
Politica

Piano Casa: obiettivo centomila alloggi in 10 anni

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un pacchetto di misure senza precedenti per fronteggiare l’emergenza abitativa italiana. Il cosiddetto Piano Casa, approvato su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, punta a rendere disponibili circa centomila alloggi nell’arco di un decennio, attraverso un decreto-legge che si regge su tre pilastri distinti.

Il recupero del patrimonio pubblico abbandonato.

Il primo e più urgente intervento riguarda le decine di migliaia di case popolari che giacciono vuote e inutilizzabili per mancanza di manutenzione. L’obiettivo è recuperare circa sessantamila alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnabili perché in condizioni fatiscenti, con impianti essenziali da rifare e strutture da ristrutturare. Per accelerare i tempi, il governo ha previsto un pacchetto di semplificazioni burocratiche e la nomina di un Commissario straordinario, che lavorerà a stretto contatto con gli enti gestori del patrimonio pubblico per definire e attuare il piano di recupero. Il pacchetto include anche un programma di riscatto degli alloggi da parte degli assegnatari e la costruzione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, destinate alla locazione a lunga durata con possibilità di acquisto predefinita.

Un fondo da dieci miliardi per l’housing sociale.

Il secondo pilastro del Piano punta a mettere ordine nelle risorse pubbliche destinate all’housing sociale, oggi disperse tra diversi livelli di governo e spesso sottoutilizzate. Tutte le risorse di provenienza europea e nazionale verranno concentrate in un unico strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR, con comparti dedicati per ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che i fondi vengano effettivamente impiegati secondo le esigenze locali. Le risorse pubbliche complessivamente messe in campo superano i dieci miliardi di euro.

Il terzo pilastro è quello più innovativo: il governo vuole attrarre capitali privati nel settore dell’edilizia accessibile, finora quasi esclusivo appannaggio del pubblico. La formula è quella dello scambio: in cambio di procedure autorizzative semplificate e rapide , con la nomina di un Commissario straordinario per gli investimenti superiori al miliardo di euro , i costruttori privati dovranno destinare almeno il 70% degli alloggi realizzati all’edilizia convenzionata, vendendo o affittando a prezzi scontati di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. Le corsie preferenziali varranno però solo per quella quota di edilizia integrata: sul restante 30% continuerà ad applicarsi la disciplina ordinaria.

Sfratti più veloci: ecco la procedura d’urgenza.

Accanto al Piano Casa, il Consiglio dei ministri ha approvato anche un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza in materia di rilascio degli immobili, su proposta di Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Il provvedimento nasce dalla necessità di rendere più rapida ed efficace la liberazione degli immobili occupati abusivamente, ma anche nei casi ordinari di morosità dell’inquilino o di scadenza del contratto di affitto. Il testo interviene sulle procedure di notifica e di esecuzione degli sfratti, riducendo sensibilmente i tempi. Il cuore della riforma è l’introduzione di una procedura d’urgenza che consentirebbe al giudice di emettere un decreto di rilascio dell’immobile entro soli quindici giorni dalla presentazione del ricorso. Per chi non rispettasse i termini fissati, è prevista inoltre una penale giornaliera pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre la scadenza stabilita.

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