7 Marzo 2026
EuropaPolitica

Piani UE sui beni russi, Mosca avverte: “Violano il diritto internazionale e avranno conseguenze”.

I piani della Commissione europea per la possibile confisca dei beni russi immobilizzati nell’Unione europea violano il diritto internazionale e le stesse norme comunitarie. Lo afferma la missione della Federazione Russa presso l’UE, che mette in guardia da “gravi conseguenze a lungo termine” per l’economia europea e da “misure di risposta dure” da parte di Mosca.

In una nota, la rappresentanza russa accusa le istituzioni europee di spingere gli Stati membri verso l’“appropriazione indebita di beni di uno Stato straniero” per continuare a finanziare Kiev, prolungare il conflitto in Ucraina e ostacolare il processo di pace. Un’iniziativa che, secondo Mosca, “viola apertamente i principi fondamentali del diritto internazionale” ed entra in conflitto con il quadro giuridico dell’Unione europea.

La missione russa ribadisce che “qualsiasi azione illegale” sugli asset di Mosca avrà effetti negativi duraturi sull’economia dell’UE e sarà seguita da ritorsioni immediate. Il riferimento è ai circa 210 miliardi di euro di beni russi immobilizzati in Europa, di cui 185 miliardi custoditi presso Euroclear, mentre resta non ufficialmente chiarita l’ubicazione dei restanti 25 miliardi.

Secondo quanto comunicato dalla Commissione europea, la presidente Ursula von der Leyen, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever dovrebbero incontrarsi a Bruxelles, in un pranzo a porte chiuse, per discutere della possibilità di ammorbidire le resistenze di Bruxelles al piano di espropriazione. Una discussione più ampia è attesa al Consiglio europeo del 18-19 dicembre.

In precedenza, l’ambasciatore russo in Belgio, Denis Gonchar, aveva dichiarato che qualunque schema utilizzato per giustificare l’esproprio dei beni sovrani russi sarebbe, a suo avviso, “un furto”, avvertendo che le contromisure di Mosca costringeranno l’Occidente “a fare i conti con le proprie perdite”.