“Pfizergate”, chiusi i conti bancari di Frédéric Baldan: la Commissione Ue esclude collegamenti.
Nessuna prova di un legame tra la chiusura dei conti bancari di Frédéric Baldan e la sua azione legale sul cosiddetto “Pfizergate”. È quanto afferma la Commissione europea rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputato Fabio De Masi (NI).
Baldan, ex lobbista e autore del libro “Ursula Gates. La von der Leyen e il potere delle lobby a Bruxelles”, aveva avviato un procedimento giudiziario contro la presidente della Commissione europea in relazione al caso Pfizergate, denunciando poi, nell’ottobre 2025, la chiusura dei propri conti bancari presso gli istituti ING e Nagelmackers.
Secondo quanto da lui riferito, il provvedimento avrebbe riguardato non solo il suo conto personale, ma anche quelli della società di consulenza, del nucleo familiare e persino il conto di risparmio del figlio di cinque anni, sollevando interrogativi su un possibile collegamento con il contenzioso in corso.
Rispondendo a nome della Commissione, la commissaria Maria Luis Albuquerque ha precisato che l’esecutivo europeo “non dispone di alcuna informazione” che suggerisca un nesso tra la chiusura dei conti e le attività di Baldan legate al Pfizergate.
La Commissione ricorda inoltre che gli istituti di credito, come gli altri operatori economici, hanno in linea di principio la libertà di decidere con chi instaurare o mantenere rapporti contrattuali.
A tutela dell’accesso ai servizi bancari di base, la Commissione richiama anche la direttiva sui conti di pagamento (PAD), che garantisce a tutti i consumatori dell’Unione il diritto a un conto di pagamento con funzionalità di base. Il rifiuto di apertura o la chiusura unilaterale di tali conti è consentita solo in casi limitati, come il rischio di violazione delle norme antiriciclaggio, la perdita della residenza legale nell’Ue o l’uso deliberato del conto per finalità illecite.
In assenza di elementi che colleghino la vicenda bancaria al procedimento giudiziario, Bruxelles conclude quindi che la questione rientra nella sfera decisionale degli istituti di credito, nel rispetto delle garanzie previste dalla normativa europea.
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