Pesca: il taglio di due terzi delle giornate affonda la flotta italiana”. Von der Leyen rischia di cancellare anni di sacrifici.
È un colpo potenzialmente mortale per la flotta italiana la proposta della Commissione europea di ridurre fino a due terzi le giornate di pesca. L’allarme arriva da Coldiretti Pesca, alla vigilia del Consiglio Agrifish di Bruxelles, con un appello alle istituzioni nazionali ed europee per fermare misure giudicate irragionevoli e scollegate dalla realtà delle imprese.
Secondo l’organizzazione, l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen rischia di cancellare anni di sacrifici, investimenti e impegno sul fronte della sostenibilità messi in campo dai pescatori italiani, tra chiusure di aree e limiti operativi già accettati per la tutela ambientale.
Nel dettaglio, Coldiretti denuncia un taglio del 64% delle giornate per la pesca a strascico, una riduzione del 25% per i palangari nel Tirreno, oltre a un ulteriore -12% per la pesca demersale in Adriatico e -10% per i pelagici. A questo si aggiungono i limiti alle catture di gambero di profondità nel Levante, nello Stretto di Sicilia e nel Mar Ionio.
Misure che, secondo Coldiretti Pesca, metterebbero a rischio la sopravvivenza di centinaia di aziende, comprometterebbero l’economia delle comunità costiere e ridurrebbero ulteriormente l’accesso dei consumatori al pescato italiano fresco e tracciato, favorendo ancora una volta le importazioni dall’estero. Un fenomeno già evidente: in quarant’anni la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di pesce è passata dal 30% all’85%.
A preoccupare il settore è anche la proposta della Commissione di ridurre drasticamente i fondi per la filiera, che scenderebbero da 6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi di euro, con un taglio complessivo del 67%.
Contro quella che Coldiretti definisce una scelta folle e frutto di un ambientalismo estremista, il mondo della pesca italiana scenderà in piazza il 18 dicembre a Bruxelles, con una manifestazione organizzata insieme a Coldiretti.
“La filiera della pesca in Italia conta oggi circa 12 mila imbarcazioni e genera un giro d’affari di quasi 750 milioni di euro, un comparto che – avverte Coldiretti – rischia di essere messo definitivamente in ginocchio da decisioni calate dall’alto”.
