11 Agosto 2026
Europa

Pentagono: meno soldati USA in Siria.

Con un’operazione che riflette il successo a lungo termine degli Stati Uniti nella lotta contro il sedicente Stato Islamico (ISIS), il Segretario alla Difesa ha ordinato oggi il consolidamento delle forze statunitensi presenti in Siria sotto il comando unificato della Combined Joint Task Force – Operation Inherent Resolve. Le truppe verranno ridistribuite in una selezione di basi strategiche, mentre il numero complessivo dei militari sul terreno sarà progressivamente ridotto a meno di mille nei prossimi mesi.

L’annuncio è arrivato attraverso una dichiarazione ufficiale del portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, che ha sottolineato come questo riposizionamento sia frutto di “progressi significativi nella riduzione dell’attrattiva e della capacità operativa dell’ISIS, sia a livello regionale che globale”.

L’operazione, pianificata in base a condizioni ben definite sul terreno, è parte della più ampia strategia di “pace attraverso la forza” promossa dal presidente Donald J. Trump. Parnell ha evidenziato come, nonostante la diminuzione della presenza fisica, gli Stati Uniti rimangano pronti a condurre operazioni mirate contro cellule residue del gruppo terroristico, mantenendo una postura militare flessibile e reattiva.

Dal 2014, anno in cui si è costituita la coalizione internazionale per sconfiggere l’ISIS, i progressi sono stati notevoli. Il culmine si è avuto nel 2019, durante il primo mandato di Trump, con la sconfitta territoriale del califfato. Negli ultimi dodici mesi, il Comando Centrale USA ha condotto decine di raid aerei in Siria con l’obiettivo di neutralizzare capacità operative dell’organizzazione e impedirne una possibile riorganizzazione.

Tuttavia, l’allerta resta alta. “La minaccia del terrorismo non conosce confini geografici – ha dichiarato Parnell – e gli Stati Uniti resteranno vigili in ogni continente per garantire che l’ISIS non trovi rifugio da nessuna parte”.

Il Pentagono ha inoltre rinnovato l’appello ai partner internazionali affinché affrontino in modo più deciso la questione degli sfollati e dei detenuti legati all’ISIS nei campi e nelle strutture di detenzione nel nord-est della Siria. “È essenziale che gli Stati repatrino i propri cittadini legati al gruppo terroristico – si legge nella nota – per ridurre le popolazioni a rischio radicalizzazione e impedire che l’ISIS possa trovare nuova linfa tra i detenuti”.

Infine, Parnell ha ribadito che il Dipartimento della Difesa conserva “una notevole capacità operativa” nell’area mediorientale, e che sarà in grado di modificare rapidamente la propria postura in base all’evolversi della situazione sul terreno.

foto Navy Petty Officer 2nd Class Alexander Kubitza, DOD