Pena di morte per i palestinesi. I doppi standard dell’UE con Israele sono imbarazzanti
La credibilità dell’Unione Europea come attore globale ancorato al diritto internazionale è sotto accusa. Tre eurodeputati del gruppo Socialisti e Democratici, Nacho Sánchez Amor, Hana Jalloul Muro e Juan Fernando López Aguilar, hanno presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, chiedendo di fare chiarezza sui doppi standard che caratterizzerebbero l’approccio di Bruxelles nei confronti di Israele.
Il documento parte da tre elementi concreti. Il primo è la recente approvazione da parte della Knesset di una legge che introduce la pena di morte per i palestinesi, definita dai deputati come “palesemente discriminatoria” e “in totale contrasto con la posizione ferma e di lunga data dell’UE contro la pena capitale in qualsiasi circostanza”. Il secondo riguarda le operazioni militari israeliane nel Libano meridionale, che i firmatari collegano alla guerra in Iran e che, a loro avviso, prefigurano una nuova occupazione prolungata in violazione dell’integrità territoriale libanese, con conseguenze devastanti per la popolazione civile. Il terzo è il più ampio contesto di violazioni del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario documentate a Gaza e in Cisgiordania.
Su queste basi, gli eurodeputati hanno posto alla Commissione tre domande precise.
La prima riguarda la coerenza: “Bruxelles ritiene davvero di aver mantenuto una posizione uniforme di fronte alle ripetute violazioni israeliane del diritto internazionale e dell’integrità territoriale di paesi terzi? Quali azioni e dichiarazioni sono previste per garantire che la Commissione non applichi palesi doppi standard nel trattamento riservato a Israele? Perchè la Commissione non precisa le misure che intende adottare per dare seguito alle dichiarazioni della presidente von der Leyen in merito alla possibilità di sospendere l’accordo di associazione UE-Israele del 1995 e di adottare sanzioni nei confronti di alcuni ministri israeliani?”.
Domande, come previsto, che non hanno ancora ricevuto una risposta ufficiale da parte della sempre più imbarazzante Commissione europea.
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