Pelosa, interrogazione sugli ingressi: l’opposizione chiede chiarezza sull’appalto.
La gestione degli ingressi alla spiaggia della Pelosa per il triennio 2025–2027 torna al centro del dibattito politico locale. Il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Gaetano Denegri ha chiesto l’ìntervento della sindaca di Stintino per fare luce sulla gara annullata e successivamente riassegnata, chiedendo maggiore trasparenza sulle decisioni amministrative e sulle prospettive future.
La vicenda riguarda il bando comunale per la gestione degli accessi alla spiaggia, inizialmente aggiudicato alla società Oikos, che ha svolto regolarmente il servizio per l’intera stagione estiva 2025. Il 6 agosto 2025, tuttavia, l’Ufficio Tecnico ha annullato l’aggiudicazione in autotutela, riconoscendo un errore interno e individuando nella società Vosma la legittima vincitrice della gara.
Nonostante l’annullamento, Oikos ha continuato a gestire il servizio fino al termine della stagione, mentre gli accertamenti sui requisiti di Vosma sono proseguiti solo in un secondo momento. Secondo quanto riportato anche dalla stampa e richiamato nell’interrogazione, la gara sarebbe stata poi assegnata a Vosma con una proposta di estensione del servizio fino al 2028, subordinata alla rinuncia a eventuali azioni legali o richieste di risarcimento nei confronti dell’Amministrazione.
Una proposta, ricorda l’esponente di minoranza, che avrebbe portato la società a presentare ricorso al TAR, con udienza prevista per aprile 2026, anche a seguito di ritardi nelle determinazioni definitive e di ulteriori richieste di accesso agli atti.
Denegri ha poi criticato la gestione del caso, sottolineando come, a fronte di un errore riconosciuto dagli uffici comunali, il Comune stia affrontando costi rilevanti per il contenzioso, senza aver tentato tempestivamente una soluzione transattiva. L’interrogazione chiede inoltre chiarimenti sulla posizione dell’Amministrazione nei confronti di Oikos, che potrebbe a sua volta intraprendere azioni legali. “Una volta accertato l’errore – afferma Denegri – ci si sarebbe aspettati un tentativo immediato di risolvere la vicenda, evitando costi, ritardi e ricorsi a una società legittimamente vincitrice. Invece si è scelta una strada che rischia di aggravare il danno per tutti, incluso il Comune”.
Il consigliere ha sollevato infine dubbi sulla proposta di proroga al 2028 in cambio della rinuncia al risarcimento, evidenziando che l’estensione supererebbe la durata dell’attuale legislatura e che un ristoro economico non esclude, in linea generale, altre possibili soluzioni. “Serve trasparenza e coerenza – conclude –. Riconoscere un errore significa anche assumersi la responsabilità delle conseguenze, senza scaricarle su chi ha subito il danno”.
