17 Agosto 2026
Cultura

Pedras et Sonus 2026, in Marmilla l’incontro tra jazz, letteratura e teatro

Dal 17 al 23 agosto la Marmilla torna a essere il palcoscenico di Pedras et Sonus, il festival ideato e diretto da Zoe Pia che, nell’edizione 2026, conferma il proprio percorso tra jazz, letteratura, teatro e performance attraverso il Pedras et Sonus Jazz Festival e la seconda edizione del Festival Letterario “Le parole incontrano la musica”. Un cartellone che riunisce artisti italiani e internazionali, facendo dialogare musica, parole, archeologia e paesaggio in un unico progetto culturale che animerà i luoghi simbolo del territorio con concerti, incontri, spettacoli e produzioni originali.

Non una semplice sequenza di appuntamenti, ma una manifestazione costruita sulla relazione tra discipline diverse, in cui ogni evento diventa parte di un racconto più ampio. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è la libertà di scelta: la libertà di osservare il mondo da prospettive differenti, di interrogare le narrazioni consolidate, di custodire la memoria immaginando al tempo stesso nuovi futuri.

Un tema che nasce da un’esperienza personale della direttrice artistica, maturata durante la partecipazione al docufilm Rai “Eresias” di Daniela Vismara, dedicato all’archeomitologia e alla spiritualità femminile in Sardegna. “Partecipare al docufilm Rai Eresias di Daniela Vismara, al fianco di Grazia Dentoni, ha attivato in me il desiderio di cucire il programma del 2026 attorno a un fulcro: l’importanza della libertà di scelta”, spiega Zoe Pia. “Una scelta che significa accogliere una visione ‘altra’ della nostra Sardegna e dei territori del Pedras et Sonus, che ricorda il passato glorioso matrilineare e la possibilità di avere un futuro di nuova rigenerazione”.

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano Valentina Abha Lo Surdo, Grazia Dentoni, Andy dei Bluvertigo, Erica Mou, Ada Montellanico, Lorenzo Braina, Edoardo Mantega, il Daniel Karlsson Trio, i Nugara, Tobia Bondesan, il duo A Bad Day con Sara Ardizzoni ed Egle Sommacal, Marco Farris & Blues Harp Storm Band, i Cocoa Thrill, fino al concerto conclusivo Indindara, che vedrà Zoe Pia condividere il palco con i Tenores di Orosei “Antoni Milia”.

Anche i luoghi diventano parte integrante della narrazione: il Nuraghe Cuccurada, il Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine, gli spazi della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna e le diverse tappe della rassegna Jatzilleri, oltre agli spazi dedicati ai progetti di inclusione sociale.

Il 17 agosto: apertura con l’omaggio a Michela Murgia.

Il Festival Letterario si apre alle 21, sul Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine, con un omaggio a Michela Murgia. Valentina Abha Lo Surdo guiderà il pubblico in “Guida a un’isola eretica”, itinerario narrativo ispirato a “Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede”. Subito dopo andrà in scena ERESIE, spettacolo multidisciplinare di e con Grazia Dentoni, con le musiche dal vivo di Zoe Pia e la performance di fuoco di Artemyde, ispirato al docufilm “Eresias”.

La serata proseguirà con “Siamo sopravvissuti agli anni Ottanta?”, incontro con Andrea Fumagalli, in arte Andy, storico membro dei Bluvertigo, in dialogo con i giornalisti Giacomo Pisano e Francesca Mulas. Seguirà “Labirinto Bowie”, performance musicale e narrativa ideata da Andy insieme a Eugene, dedicata all’universo creativo di David Bowie.

18 agosto: il Nuraghe Cuccurada tra archeologia e jazz.

Il 18 agosto il festival si sposta al Nuraghe Cuccurada, dove una visita guidata al complesso nuragico sarà accompagnata dalla performance site-specific del sassofonista Tobia Bondesan. Seguirà la presentazione di “Annìle”, romanzo d’esordio di Edoardo Mantega vincitore della diciottesima edizione del Premio Gramsci, in dialogo con Luca Manunza del Festival Cabudanne de Sos Poetas. La serata si chiuderà con il concerto del Daniel Karlsson Trio, tra le formazioni più autorevoli del jazz europeo contemporaneo.

19 agosto: Jatzilleri e il dialogo tra parole e musica.

Il 19 agosto si apre con un nuovo appuntamento di Jatzilleri al Bar del Nuraghe Cuccurada, con il progetto Music For Dance di Tobia Bondesan, Michele Bondesan e Giuseppe Sardina. La serata prosegue sul Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine con Lorenzo Braina e il monologo “Padri. Storie di uomini”, seguito dal concerto di A Bad Day, il duo di sole chitarre elettriche formato da Sara Ardizzoni ed Egle Sommacal.

20 agosto: da Marco Farris a Erica Mou.

Il 20 agosto si parte alle 19 al Caffè Gitano di Mogoro con Marco Farris & Blues Harp Storm Band, omaggio al country blues e all’electric blues. Il programma si sposta poi sul Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine con i Nugara e il loro progetto “The Last Question”, ispirato al racconto di Isaac Asimov, e si chiude con il concerto di Erica Mou, che porterà sul palco i brani del Cerchi Tour 2026.

21 agosto: la giornata dell’inclusione a Sini.

Il 21 agosto il festival si trasferisce a Sini. Il pomeriggio si apre alle 17.30 al CAS Imparis con il progetto Music Zirkus, riservato agli ospiti della struttura, con il trombettista Dario Zara e il batterista Enrico Antonio Locci. La serata prosegue nel Piazzale della Chiesa di San Giorgio con il Latin Jazz Live Set di Enrico Locci 4th e si conclude con il dj set caraibico di Ayonis Lazaro & Maikel Napoles.

22 agosto: il ritorno a Mogoro tra fiera e riflessione civile.

Il 22 agosto il festival torna a Mogoro, intrecciandosi con la Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna. Nel Chiostro della Fiera si susseguono l’incontro “Play Your Voice” con Valentina Abha Lo Surdo e la presentazione del volume “Esseri umani uguali. Una ricerca sulle radici del razzismo” con Ada Montellanico, in dialogo con Silvia Ravenda. La giornata si chiude al Baradeo Caffè con il concerto dei Cocoa Thrill, tra cumbia, afro-funk e tropical groove.

23 agosto: il gran finale a Orosei con Indindara.

Il percorso di Pedras et Sonus 2026 si conclude il 23 agosto alle 21.30 a Orosei, nella cornice del Sagrato della Chiesa di San Gavino, con Indindara: Zoe Pia condividerà il palco con i Tenores di Orosei “Antoni Milia”, in un incontro tra canto a tenore e ricerca contemporanea che chiude simbolicamente l’edizione 2026, riportando il festival alle radici più profonde della cultura sarda.