Pechino condanna il blitz Usa in Venezuela: “Nessuno può fare il poliziotto del mondo”.
La Cina prende nettamente posizione contro l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e respinge qualsiasi pretesa di egemonia globale. Il ministro degli Esteri Wang Yi ha duramente criticato il raid americano che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della moglie, ribadendo che nessun Paese può arrogarsi il ruolo di “poliziotto del mondo”.
Secondo quanto riportato dall’agenzia statale Xinhua, Wang ha dichiarato che Pechino “si oppone fermamente all’uso o alla minaccia della forza, così come all’imposizione della volontà di un Paese su un altro”. Le parole del capo della diplomazia cinese arrivano all’indomani dell’operazione statunitense che ha trasferito Maduro e la moglie a New York per affrontare accuse di narcotraffico.
Wang Yi ha espresso queste posizioni durante un incontro a Pechino con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, sottolineando come l’attuale scenario internazionale sia “sempre più instabile e complesso”, segnato da un aumento del “bullismo unilaterale”. In questo contesto, ha osservato, il “repentino cambiamento della situazione in Venezuela” ha attirato una forte attenzione da parte della comunità internazionale.
La Cina aveva già diffuso in precedenza due dichiarazioni ufficiali in cui esprimeva “shock” e “condanna” per l’azione militare statunitense, chiedendo l’immediato rilascio di Maduro e della moglie. “Non crediamo che alcun Paese possa svolgere il ruolo di poliziotto del mondo, né che qualcuno possa autoproclamarsi giudice internazionale”, ha ribadito Wang, insistendo sulla necessità di rispettare pienamente la sovranità e la sicurezza di tutti gli Stati.
Il Venezuela ha denunciato nelle prime ore di sabato attacchi statunitensi contro installazioni civili e militari in diversi Stati del Paese, dichiarando successivamente lo stato di emergenza nazionale. Il presidente americano Donald Trump ha poi confermato l’operazione “su larga scala”, annunciando la cattura di Maduro e affermando che Washington assumerà il controllo del Paese fino a una “transizione sicura”, intervenendo anche sulle infrastrutture petrolifere definite “compromesse”.
foto Kremlin.ru
