13 Ottobre 2026
Politica

Patrimoniale, flop il convegno del campo largo: sala vuota a Montecitorio

Fu lo stesso Giuseppe Conte, alcuni mesi fa, ad ammettere che una patrimoniale è quasi impossibile da attuare. “Non è risolutiva”, disse a fine 2025 durante una puntata de L’Aria che tira, in collegamento con David Parenzo, spiegando che i grandi patrimoni “non daranno grandi risorse”. Un’affermazione che avrebbe potuto chiudere il dibattito, almeno all’interno del Movimento 5 Stelle. Non è andata così: la sinistra continua periodicamente a riportare la patrimoniale al centro del dibattito pubblico, quasi fosse la soluzione a ogni criticità della finanza pubblica.

Il campo largo, del resto, resta un cantiere aperto. Tanto più lo è un programma economico condiviso. Sul tema della tassazione dei grandi patrimoni le posizioni restano distanti, e nessuno dei partiti coinvolti sembra disposto a intestarsi in prima persona una battaglia che potrebbe rivelarsi controproducente sul piano elettorale. Dopo anni in cui il Governo Meloni ha puntato sulla riduzione del cuneo fiscale e sull’alleggerimento della pressione fiscale per lavoratori e imprese, presentarsi agli elettori con una proposta di nuova tassazione rischierebbe di rafforzare un’immagine che il centrosinistra si trascina da tempo: quella di una coalizione che, sul terreno economico, si limita a tassazione e spesa pubblica. Da qui toni prudenti e felpati: nessuno vuole rompere gli equilibri del nascente campo largo, ma nessuno rinuncia del tutto a rilanciare il tema. Mentre Conte invita alla cautela, richiamando la scarsa efficacia di una patrimoniale, altri esponenti della sua stessa area continuano a sostenerla con convinzione.

L’ultimo episodio si è consumato lunedì a Montecitorio, in occasione di un convegno dedicato proprio alla tassazione dei grandi patrimoni. Tra i partecipanti, Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e da tempo punto di riferimento dell’ala del partito più favorevole alla patrimoniale, in evidente contrasto con la linea del suo leader. L’ex sindaca di Torino resta una delle principali sostenitrici della misura, e alle perplessità espresse da Conte contrappone quella che ritiene una forte popolarità del tema presso l’elettorato orfano di Beppe Grillo. Accanto a lei, al tavolo dei relatori, sedevano Maria Cecilia Guerra del Partito Democratico ed Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra: la stessa composizione di forze che, poche settimane fa, era salita sul palco della manifestazione di Napoli, un appuntamento che aveva fatto registrare una piazza semivuota, animata soltanto dalle contestazioni di Potere al Popolo.

Sala deserta, assenti i parlamentari del campo largo.

E proprio la scarsa affluenza è stata, per una singolare coincidenza, anche la cifra del convegno alla Camera: la sala si è presentata pressoché deserta. A eccezione di alcuni giornalisti e degli addetti ai lavori, i posti a sedere sono rimasti in gran parte vuoti, con un’evidente assenza dei parlamentari delle forze del campo largo.

Diverse le possibili spiegazioni: il caldo di luglio, un lunedì tradizionalmente poco intenso sul fronte dell’attività parlamentare a Montecitorio, oppure, più semplicemente, uno scarso interesse per il tema anche da parte di chi, sulla carta, dovrebbe sostenerlo con maggiore convinzione. Il rischio, a giudicare da quanto accaduto, è che la proposta della patrimoniale venga rilanciata dalla sinistra più per tenere accesi i riflettori mediatici che per una reale e condivisa volontà politica di tradurla in provvedimento.