Parlamento UE, mozione di censura contro la “pessima” Commissione von der Leyen: nel mirino l’accordo con il Mercosur.
Il Parlamento europeo si prepara a discutere una mozione di censura nei confronti della Commissione europea. L’iniziativa, sottoscritta da un ampio gruppo di eurodeputati appartenenti a diverse delegazioni dei gruppi sovranisti e conservatori, sarà dibattuta in Aula il 19 gennaio, con voto previsto il 22 gennaio.
Al centro della mozione vi è la gestione da parte della Commissione von der Leyen, e in particolare della sua presidente, dei negoziati e della conclusione dell’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur. Secondo i promotori, l’intesa, avviata nel lontano 1999, non rispecchia più le condizioni economiche, agricole e sociali attuali, né le mutate sensibilità dei cittadini europei in materia di tutela ambientale, benessere animale, salute pubblica e sicurezza alimentare.
Nel testo si accusa la Commissione di aver concluso unilateralmente i negoziati nel dicembre 2024, ignorando l’opposizione espressa in più occasioni dal Parlamento europeo, da diversi parlamenti nazionali e dalle organizzazioni agricole. Una scelta che, secondo i firmatari, si è ulteriormente aggravata nel settembre 2025, quando l’esecutivo comunitario ha proposto di suddividere l’accordo UE-Mercosur in due distinti strumenti giuridici (un accordo di partenariato e un accordo interinale sugli scambi), con l’obiettivo di aggirare gli ostacoli politici e ridurre il ruolo dei parlamenti nazionali nel processo di ratifica.
La mozione denuncia inoltre i rischi per il settore agricolo europeo, che verrebbe esposto alla concorrenza di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano gli standard ambientali, sanitari, sociali e di benessere animale vigenti nell’Unione. Una concorrenza giudicata sleale e potenzialmente devastante per migliaia di agricoltori e allevatori europei.
Nel merito, le clausole di salvaguardia proposte dalla Commissione nell’ottobre 2025 vengono considerate insufficienti, perché non automatiche, temporanee e prive di una reale reciprocità normativa.
Nel mirino dei promotori finisce anche la riforma della Politica agricola comune post-2027, ritenuta incapace di rispondere alle esigenze del mondo agricolo e accusata di frammentare ulteriormente gli strumenti di sostegno ai redditi. Particolarmente critico il giudizio sui fondi annunciati dalla presidente della Commissione in risposta alle proteste degli agricoltori: secondo la mozione, non si tratterebbe di nuove risorse, ma di semplici anticipazioni del prossimo quadro finanziario pluriennale. Viene inoltre contestata l’assenza di una valutazione d’impatto sugli effetti cumulativi degli accordi commerciali bilaterali.
Un ulteriore elemento di accusa riguarda la decisione del Consiglio, adottata il 9 gennaio 2026, di autorizzare la firma degli accordi UE-Mercosur senza impedire alla Commissione di procedere all’applicazione provvisoria dell’intesa, prima ancora che il Parlamento europeo esprimesse la propria posizione. Una scelta definita dai firmatari come una violazione degli impegni assunti a tutela del ruolo dell’Assemblea. E’ ancora l’Ue dei valori e dei diritti?
Nelle conclusioni, la mozione afferma che l’accordo UE-Mercosur è contrario agli interessi dell’Unione e dei suoi cittadini, poiché mette a rischio settori strategici, espone imprese e lavoratori a concessioni asimmetriche e accresce dipendenze incompatibili con gli obiettivi europei di resilienza e autonomia strategica.
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