13 Agosto 2026
Europa

Parlamento europeo, limiti al diritto d’inchiesta: la Commissione chiarisce il ruolo dei procedimenti giudiziari.

Il rapporto tra diritto d’inchiesta del Parlamento europeo e procedimenti giudiziari pendenti torna al centro dell’attenzione dell’Aula di Bruxelles. Può applicarsi l’eccezione prevista dall’articolo 226 del TFUE de della decisione del 1995 – che vieta alle commissioni parlamentari di inchiesta di occuparsi di fatti già esaminati da un tribunale – anche ai procedimenti in appello davanti alla Corte di giustizia dell’UE?

A nome dell’esecutivo comunitario, la presidente Ursula von der Leyen ha confermato che l’eccezione riguarda anche i procedimenti d’appello.

“Le commissioni d’inchiesta devono cessare le indagini sui fatti che sono oggetto di un procedimento giudiziario pendente, comprese le cause in appello dinanzi alla Corte di giustizia – ha spiegato –. Pur essendo formalmente limitati a questioni di diritto, i giudici possono essere chiamati a valutare anche i fatti, ad esempio quando si contesta la loro distorsione da parte del Tribunale”.

Von der Leyen ha inoltre ricordato che, se la Corte annulla una sentenza del Tribunale, può decidere essa stessa nel merito oppure rinviare il caso al giudice di primo grado. In entrambi gli scenari, la valutazione dei fatti rimane possibile e dunque incompatibile con l’attività parallela di una commissione parlamentare d’inchiesta.

La posizione della Commissione è dunque chiara: per salvaguardare l’indipendenza e l’autorità del sistema giudiziario europeo, il Parlamento non può indagare sugli stessi fatti finché restano sub judice, anche se il procedimento si trova nella fase di appello.

foto Alexis Haulot Copyright: © European Union 2022 – Source : EP