14 Agosto 2026
Politica

Paradossi internazionali. Erdogan e la “lotta al terrorismo”: l’alleato siriano è l’ex uomo di al-Qaeda.

In un paradosso che rasenta il grottesco, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha indicato come priorità assoluta per la Siria la “completa eliminazione del terrorismo”, assicurando al suo omologo siriano Ahmad al-Sharaa il pieno sostegno di Ankara proprio sul fronte del controterrorismo.

Il messaggio è arrivato nel corso di un colloquio tra i due leader, al termine del quale Erdogan ha ribadito che “il supporto della Turchia alla Siria, in particolare nella lotta al terrorismo, continuerà ad aumentare”.

Una dichiarazione che suona come un monumento di falsità, se si considera che lo stesso al-Sharaa – noto anche come Abu Mohammad al-Jolani – è stato per anni una figura di primo piano dell’universo jihadista, uomo di al-Qaeda in Siria e responsabile diretto di attività terroristiche e attentati. Oggi, per Ankara (e purtroppo anche per la “democratica Ue”), diventa improvvisamente un interlocutore “legittimo” e persino un alleato per la stabilizzazione della regione.

Nel comunicato ufficiale, Erdogan ha inoltre sottolineato l’importanza dell’integrità territoriale e della stabilità siriana, ribadendo l’impegno turco per l’unità e la sicurezza del Paese.

Resta però una contraddizione di fondo difficile da ignorare: proclamare la guerra al terrorismo stringendo la mano a chi, fino a ieri, ne è stato uno dei protagonisti più noti. Una retorica che, più che rassicurare, solleva interrogativi sulla reale coerenza della politica internazionale.

foto https://www.tccb.gov.tr/en/news/