Pangea Onlus alla Camera: “La risposta contro la violenza di genere online deve essere culturale”
Nel corso dell’audizione alla Camera, promossa dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea Onlus, ha richiamato l’attenzione su un fenomeno in forte crescita: la violenza di genere online, che passa attraverso la sessualizzazione dell’immagine femminile e nuove forme di abuso rese possibili dal digitale e dall’intelligenza artificiale.
Lanzoni ha ricordato come, negli ultimi mesi, diversi siti e piattaforme online di natura illecita abbiano riacceso il dibattito pubblico su questa forma di violenza, troppo spesso sottovalutata. La vicepresidente ha definito la violenza online come “una violenza sottile, psicologica, visiva e intrusiva, che si manifesta non solo attraverso i social, ma anche tramite telefoni e strumenti tecnologici di uso quotidiano“.
Il problema della territorialità del reato e le difficoltà delle indagini.
Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato la questione della territorialità del reato. Come ha spiegato la vicepresidente, “online non esiste uno spazio geografico definito, e questo rende estremamente difficile applicare misure cautelari o avviare indagini efficaci”.
Lanzoni ha denunciato una mancanza di proattività da parte delle istituzioni, in particolare nella fase investigativa, dove spesso non si riesce ad agire con tempestività. Le norme attuali, nate per un contesto offline, faticano a tenere il passo con la velocità dei reati digitali.
Tecnologia e controllo, l’abuso digitale passa anche dai dispositivi.
Lanzoni ha inoltre richiamato l’attenzione su un fenomeno sempre più frequente: l’uso dei dispositivi tecnologici come strumenti di controllo. In molti casi, gli autori di violenza manipolano i telefoni delle vittime installando applicazioni che consentono la geolocalizzazione, l’accesso ai messaggi e al registro chiamate, limitando così la libertà delle donne e rendendo più difficile chiedere aiuto.
Pangea Onlus: “La risposta deve essere culturale”.
La Fondazione Pangea Onlus ha chiesto un’azione più decisa su due fronti: la formazione delle nuove generazioni e la sensibilizzazione della magistratura e delle forze dell’ordine. “Non comprendiamo ancora fino in fondo quanto l’intelligenza artificiale sia già pervasiva nella nostra vita quotidiana”, ha concluso Lanzoni, “servono strumenti adeguati per contrastare una violenza che oggi si manifesta anche nei luoghi più invisibili del digitale.”
Foto di Tumisu da Pixabay.com
