Orologi, l’Antitrust indaga su Citizen e Swatch: sospette intese sui prezzi di vendita.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato due distinti procedimenti istruttori nei confronti di Citizen e Swatch, tra i principali gruppi mondiali nel settore dell’orologeria, per accertare una possibile restrizione della concorrenza. Nel mirino dell’Antitrust ci sono presunte strategie commerciali idonee a limitare la concorrenza di prezzo tra i rivenditori nella vendita al dettaglio, attraverso intese verticali vietate dal diritto europeo.
Il primo procedimento riguarda Citizen Watch Italy S.p.A. e la casa madre giapponese Citizen Watch Co. Ltd.; il secondo coinvolge The Swatch Group (Italia) S.p.A. e la capogruppo svizzera The Swatch Group Ltd. Secondo l’Autorità, le società avrebbero violato l’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), imponendo ai propri distributori autorizzati — gioiellerie e orologerie, in particolare sui canali online — i prezzi pubblici di vendita.
Le ipotesi su Citizen.
Citizen, che produce e commercializza numerosi marchi tra cui Citizen, Bulova, Vagary, Frédérique Constant e Alpina, avrebbe richiesto alla propria rete di distribuzione selettiva il rispetto di prezzi di vendita prestabiliti. L’Antitrust ipotizza inoltre un’attività sistematica di monitoraggio dei rivenditori, accompagnata dall’adozione di misure commerciali ritorsive nei confronti di chi applicava sconti o praticava prezzi difformi da quelli indicati dal gruppo.
Nel mirino anche Swatch.
Analoghe contestazioni riguardano Swatch, altro protagonista globale dell’orologeria con marchi come Swatch, Tissot, Mido e Hamilton. Anche in questo caso, secondo l’Autorità, il gruppo avrebbe imposto i prezzi di rivendita all’interno della propria rete di distribuzione selettiva, vigilando sul loro rispetto e intervenendo con misure ritorsive nei confronti dei distributori inadempienti.
Per l’Agcm, i sistemi di fissazione dei prezzi di rivendita ipotizzati per entrambi i gruppi potrebbero configurare una “restrizione fondamentale” ai sensi dell’articolo 4, lettera a), del Regolamento (UE) n. 720/2022 della Commissione europea, oltre a integrare una violazione dell’articolo 101 del TFUE, che vieta le intese anticoncorrenziali.
foto Mabel Amber, who will one day da Pixabay.com
