10 Agosto 2026
Politica

Oristano, salta l’esame del Bilancio. Maggioranza assente, esplode lo scontro in Aula.

Al Consiglio comunale di Oristano è saltato, per l’assenza dei consiglieri di maggioranza, l’esame del bilancio di previsione 26-28. Una situazione di fatto che ha certificato, ancora una volta, la fragilità degli equilibri politici a Palazzo degli Scolopi.

A sollevare formalmente il tema è stata la minoranza, con Maria Obinu (Alternativa Sarda Progetto Sardegna), che ha chiesto un dibattito politico sulla tenuta dell’amministrazione. Ne è scaturita una seduta ad alta tensione, con interventi che hanno messo in luce divisioni profonde e scenari ormai apertamente pre-elettorali.

Francesco Federico (Oristano Democratica e Possibile) ha parlato di “giornata triste per la città”, accusando la maggioranza di aver governato tra “fibrillazioni continue” e interessi di parte. “Il ritiro del bilancio è il segnale di un capolinea politico”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea Francesca Marchi (Sinistra Futura), che ha definito l’episodio “l’epilogo di un baratto politico durato quattro anni”. Secondo l’esponente di opposizione, il sindaco sarebbe stato “commissariato dai partiti della sua stessa coalizione”, mentre i banchi semivuoti della maggioranza rappresenterebbero “la fotografia di un fallimento”.

Giuseppe Obinu (Alternativa Sarda Progetto Sardegna) ha richiamato simbolicamente l’eredità storica di Eleonora d’Arborea, chiedendo al primo cittadino di “trarre le conseguenze” e rassegnare le dimissioni. Carla Della Volpe (PD) ha sottolineato la gravità della situazione contabile: il Comune è in esercizio provvisorio da un mese, con la sola gestione corrente garantita. “Il bilancio è la bussola politica dell’amministrazione – ha affermato – e oggi quella bussola è stata ritirata”.

Duro anche l’intervento di Maria Obinu, che ha parlato di una guida mai realmente salda e di un’amministrazione incapace di affrontare i nodi strutturali della città. “È giusto chiudere questa pagina e ridare la parola agli elettori”, ha detto.

Dai banchi della maggioranza e dell’area centrista non sono mancate autocritiche. Roberto Pisanu (Oristano al Centro) ha attribuito la crisi a “interessi personali” e dinamiche interne, mentre Gianfranco Porcu (Forza Italia) ha richiamato al senso di responsabilità, riconoscendo tuttavia le divisioni emerse. Giuliano Uras (Oristano al Centro) ha parlato di una fragilità storica delle amministrazioni cittadine, segnata da personalismi e difficoltà a fare sintesi politica.

Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Sanna ha rivendicato il proprio operato e la volontà di proseguire: “Ho un mandato ricevuto dai cittadini e intendo portarlo avanti con responsabilità. Finché ci saranno le condizioni, andrò avanti”. Il primo cittadino ha riconosciuto l’esistenza di una crisi ma ha respinto le accuse di immobilismo, difendendo le scelte compiute dall’esecutivo e richiamando il “coraggio” come cifra della propria azione amministrativa. “Se non ci saranno più le condizioni – ha aggiunto – sarò io il primo a trarne le conseguenze”.