“Ordine di falsare i decessi Covid”: interrogazione a Bruxelles sul caso Alto Adige
Un documento inviato nel marzo 2020 dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ai medici di base avrebbe imposto di classificare automaticamente come morti per Covid tutti i decessi avvenuti a domicilio con sintomi influenzali o broncopolmonari. La vicenda è stata portata all’attenzione della Commissione europea dall’eurodeputato austriaco Gerald Hauser (PfE), che parla di una “falsificazione ufficialmente ordinata” delle diagnosi e delle statistiche sulla mortalità.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione parlamentare la comunicazione – protocollo 0039342-B – sarebbe stata trasmessa il 22 marzo 2020 a tutti i medici di medicina generale della provincia di Bolzano e, per conoscenza, ai vertici dell’unità sanitaria locale e alla centrale operativa di emergenza regionale. Il testo avrebbe disposto che, durante la pandemia, i decessi domestici legati a sintomi influenzali e malattie broncopolmonari fossero classificati automaticamente come correlati al Covid-19, senza ulteriori verifiche cliniche.
Per Hauser un simile indirizzo avrebbe prodotto una manipolazione deliberata e un gonfiamento artificiale dei dati sui casi Covid in Alto Adige e, di riflesso, nell’intera Italia, con conseguenze sulla credibilità delle statistiche utilizzate a livello nazionale ed europeo.
L’eurodeputato ha interrogato quindi la Commissione von der Leyen per appurare se siano mai state inviate istruzioni o raccomandazioni analoghe all’Italia o ad altri Stati membri durante l’emergenza sanitaria e se siano mai state attivate delle investigazioni mirate a sanzionare e correggere la presunta alterazione delle diagnosi e dei dati sui decessi.
Il caso, sottolinea Hauser, tocca direttamente il tema dell’affidabilità delle informazioni sanitarie europee, in particolare in vista della realizzazione dello Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), che si fonda sulla qualità e sulla comparabilità delle statistiche fornite dagli Stati membri.
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