5 Marzo 2026
Europa

Orban respinge la proposta della Commissione UE sui nuovi fondi all’Ucraina.

Il primo ministro ungherese Viktor Orbàn ha inviato una lettera alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, respingendo integralmente l’iniziativa che prevede un pacchetto aggiuntivo da 135 miliardi di euro di aiuti finanziari all’Ucraina.

Lo ha annunciato lo stesso Orbàn ai microfoni di Kossuth Radio, spiegando che la missiva sarà trasmessa a Bruxelles a breve. Il premier ha aggiunto di attendere il rientro dagli Stati Uniti del ministro per gli Affari europei, Janos Boka, per discutere le prossime mosse. “Oltre al mio rifiuto della proposta della presidente della Commissione, la lettera contiene anche le nostre controproposte”, ha precisato.

Tre opzioni della Commissione, tre rifiuti.

Orbàn ha spiegato che il piano della Commissione suggerisce tre possibili canali per reperire i 135 miliardi destinati a Kiev: l’utilizzo degli asset russi congelati in Occidente, nuovi contributi diretti dai bilanci degli Stati membri o l’emissione di un prestito comune europeo.

Secondo il premier ungherese, nessuna delle opzioni è accettabile. In particolare, la confisca dei beni russi “colpirebbe l’intero sistema economico globale, la gestione delle valute internazionali e la sua componente europea”, ha avvertito.

Le accuse a Bruxelles e i dubbi sulla trasparenza.

Orbàn ha inoltre criticato la Commissione per voler “stanziare nuovi fondi all’Ucraina mentre il Paese è scosso da un grave scandalo di corruzione che coinvolgerebbe una presunta mafia militare responsabile di aver sottratto risorse europee”. Il premier ha aggiunto che Bruxelles non sarebbe nemmeno in grado di ottenere un rapporto sull’utilizzo dei fondi inviati a Kiev, poiché l’UE non dispone di un meccanismo di controllo dedicato.

Il piano prolunga il conflitto.

A giudizio di Orbàn, il progetto della Commissione non farebbe altro che prolungare il conflitto, mentre l’Unione Europea dovrebbe concentrarsi sul sostegno agli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica. “Bisogna abbandonare la strada che ha portato la politica europea in un vicolo cieco”, ha concluso.

foto Copyright: European Union