Operazione “Epic Fury”: il Pentagono annuncia il dominio totale sui cieli iraniani
Il Segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, generale Dan Caine, hanno tenuto un briefing al Pentagono per fare il punto sull’avanzamento dell’Operazione Epic Fury, la campagna militare lanciata dagli Stati Uniti contro l’Iran sotto la presidenza di Donald Trump.
Secondo i vertici militari americani, l’operazione avrebbe già dispiegato il doppio della potenza aerea impiegata durante la campagna “Shock and Awe” in Iraq nel 2003. “Stiamo accelerando, non decelerando”, ha dichiarato Hegseth, aggiungendo che “le capacità iraniane evaporano di ora in ora”.
I dati diffusi dal Pentagono descrivono un esercito iraniano in rapido collasso: i lanci di missili balistici sarebbero calati dell’86% rispetto al primo giorno di combattimenti, con un ulteriore calo del 23% nelle sole ultime 24 ore. Gli attacchi con droni monouso segnano invece un -73% rispetto ai giorni iniziali del conflitto.
Secondo le dichiarazioni ufficiali, entro pochi giorni le due forze aeree più potenti del mondo, americana e israeliana, eserciteranno il controllo completo dello spazio aereo iraniano.
Sul fronte navale, un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana nelle acque internazionali dell’Oceano Indiano mediante siluro, in quello che i militari Usa descrivono come il primo affondamento di una nave nemica con questo tipo di arma dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
La leadership iraniana “annientata”.
Il Pentagono ha inoltre annunciato l’uccisione del comandante dell’unità che avrebbe pianificato il tentato assassinio del presidente Trump. Hegseth e Caine hanno descritto la leadership militare e politica iraniana come sostanzialmente neutralizzata: generali senior, ufficiali intermedi e vertici del cosiddetto “Consiglio di governo” sarebbero morti, dispersi o rifugiati in bunker. “L’aviazione iraniana non esiste più”, ha affermato Caine. “Costruita per il 1996, distrutta nel 2026. La marina iraniana riposa sul fondo del Golfo Persico”.
foto whitehouse.gov
