15 Aprile 2026
Europa

Operazione Epic Fury, Hegseth: “La nostra volontà è granitica, l’Iran ha fatto un errore di calcolo”

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth è tornato davanti alle telecamere per fare il punto sull’Operazione Epic Fury, il nome con cui Washington ha battezzato l’offensiva militare statunitense contro il regime iraniano. Al suo fianco, presso il quartier generale di Centcom a Tampa, in Florida, l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale della Marina americana.

Il messaggio di Hegseth è stato netto: chi scommette sull’esaurimento dello sforzo bellico americano si sbaglia di grosso. “L’Iran spera che non riusciamo a sostenere questa campagna. È un pessimo errore di valutazione”, ha dichiarato il segretario, aggiungendo che le scorte di armamenti offensivi e difensivi degli Stati Uniti sono pienamente operative e in crescita.

Bombardieri in azione su Teheran.

Sul piano operativo, i numeri forniti dall’ammiraglio Cooper sono imponenti. Nelle ultime 72 ore, i bombardieri americani hanno colpito quasi 200 obiettivi in profondità nel territorio iraniano, incluse aree attorno alla capitale Teheran. Solo nell’ora precedente alla conferenza stampa, i bombardieri stealth B-2 Spirit avrebbero sganciato decine di bombe perforanti da 900 chili contro lanciatori di missili balistici sotterranei. Nel mirino anche la struttura iraniana equivalente allo Space Command americano.

Iran in difficoltà: missili giù del 90%, trenta navi affondate.

Secondo Cooper, il degrado delle capacità militari iraniane è già significativo: gli attacchi con missili balistici sarebbero diminuiti del 90% rispetto al primo giorno del conflitto, quelli con droni dell’83%. In mare, sarebbero state affondate oltre 30 navi della marina iraniana. Nelle ultime ore sarebbe stata colpita anche una nave-drone delle dimensioni di una portaerei della Seconda guerra mondiale, descritta come ancora in fiamme al momento della conferenza stampa.

Nessun allargamento del conflitto, smentito l’abbattimento dell’F-15.

Hegseth ha respinto le voci di un possibile allargamento del conflitto ad altri Paesi della regione, sostenendo al contrario che le azioni iraniane starebbero compattando i Paesi mediorientali attorno agli Stati Uniti e a Israele. Il segretario ha anche smentito i rapporti sull’abbattimento di un caccia F-15 americano e le notizie di 500 soldati statunitensi uccisi, definendoli “propaganda” del regime di Teheran.

foto Navy