“Operation Chargeback”: 4,3 milioni di vittime e oltre 300 milioni di euro di danni.
Una maxi-operazione internazionale di polizia, coordinata da Europol e Eurojust, ha portato allo smantellamento di tre reti criminali responsabili di una frode informatica di portata globale.
L’inchiesta, denominata “Operation Chargeback”, ha rivelato un sistema che ha colpito oltre 4,3 milioni di titolari di carte di credito in 193 Paesi, generando danni per più di 300 milioni di euro e tentativi di frode per altri 750 milioni.
L’operazione è stata guidata dal Dipartimento Cybercrime della Procura generale di Coblenza e dal Bundeskriminalamt (BKA), la polizia federale tedesca. Il 4 novembre, oltre 250 agenti hanno eseguito 60 perquisizioni e 18 arresti in Germania e in diversi Paesi europei.
Complicità e riciclaggio.
Le reti criminali avrebbero sfruttato l’infrastruttura di quattro principali fornitori tedeschi di servizi di pagamento, con la complicità di alcuni manager e responsabili della conformità aziendale, accusati di aver chiuso un occhio in cambio di compensi.
Per riciclare il denaro e nascondere le proprie tracce, gli indagati si sarebbero serviti di società di comodo registrate nel Regno Unito e a Cipro, fornite da intermediari specializzati nel cosiddetto crime-as-a-service: strutture societarie complete di amministratori fittizi e documenti KYC falsificati.
Nel corso dell’operazione, le autorità hanno sequestrato beni per oltre 35 milioni di euro tra Germania e Lussemburgo.
Un’azione coordinata in nove Paesi.
L’“Action Day” del 4 novembre ha visto la partecipazione di forze di polizia e autorità giudiziarie di Germania, Stati Uniti, Canada, Singapore, Lussemburgo, Cipro, Spagna, Italia e Paesi Bassi.
Sono stati eseguiti numerosi mandati di perquisizione e di arresto, con il sequestro di documenti, dispositivi informatici e risorse digitali, inclusi asset in criptovalute.
L’indagine, avviata nel 2020, ha coinvolto oltre 90 richieste di cooperazione legale internazionale a 30 diversi Paesi.
Europol: “Successo della cooperazione globale”.
“Operation Chargeback dimostra la forza della cooperazione internazionale nel contrastare le reti criminali più sofisticate”, ha dichiarato Catherine De Bolle, direttrice esecutiva di Europol. “Grazie alle nostre capacità analitiche e al coordinamento tra forze di polizia di tutto il mondo, abbiamo smantellato un sistema che defraudava milioni di utenti. È un passo avanti decisivo nella lotta al crimine informatico organizzato”.
Anche il commissario europeo per gli Affari Interni, Magnus Brunner, ha sottolineato l’importanza del lavoro congiunto tra Paesi UE e partner globali: “Oltre l’85% delle indagini oggi si basa su prove digitali. Senza accesso ai dati, non possiamo proteggere efficacemente i nostri cittadini. Dobbiamo rafforzare il mandato di Europol e la capacità delle autorità di agire contro il crimine online”.
foto https://www.europol.europa.eu/
