5 Marzo 2026
Europa

ONU, gli Stati Uniti si smarcano: “No alla condanna delle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania”.

Gli Stati Uniti si sono smarcati dalla maggioranza dei membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu rifiutando di condannare apertamente le violenze dei coloni israeliani nei Territori palestinesi occupati della Cisgiordania. Washington ha inoltre espresso opposizione alla prosecuzione dei briefing periodici sulla Risoluzione 2334, che riguarda l’espansione degli insediamenti israeliani considerati illegali dal diritto internazionale.

A rappresentare la posizione americana è stata Jennifer Locetta, vice rappresentante per gli affari politici speciali del Dipartimento di Stato, che ha accusato l’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, di presunti legami con Hamas e di non rispettare adeguati standard di controllo del personale e dei partner.

La diplomatica statunitense ha sostenuto che il percorso verso la stabilità regionale non passi dalla Risoluzione 2334, ma dalla più recente Risoluzione 2803, approvata il mese scorso per sostenere il piano di pace su Gaza concordato da Israele e Hamas.

Una posizione che ha isolato gli Stati Uniti rispetto a numerosi altri membri del Consiglio di Sicurezza. Slovenia, Francia, Algeria, Russia, Cina, Danimarca, Pakistan e Guyana hanno infatti chiesto con forza a Israele di fermare l’espansione degli insediamenti, porre fine alle violenze dei coloni e rispettare il diritto internazionale.

L’ambasciatore sloveno Samuel Žbogar ha denunciato come l’annessione sia ormai in atto in Cisgiordania, condannando anche l’ingresso forzato delle autorità israeliane nel complesso dell’Unrwa a Gerusalemme Est, con il sequestro di beni e la rimozione della bandiera delle Nazioni Unite.

Sulla stessa linea il rappresentante francese Jérôme Bonnafont, che ha ribadito la condanna dell’espansione degli insediamenti e di qualsiasi forma di annessione, definendo “inaccettabili” le minacce contro l’operato dell’Unrwa, in particolare a Gerusalemme Est.

Nel frattempo, nei prossimi giorni, è prevista la demolizione di cento case palestinesi. Non un’eccezione, bensì la routine quotidiana dell’occupazione israeliana, sostenuta con il silenzio e le vuote dichiarazioni della comunità internazionale.

La Russia, per voce del vice ambasciatore Dmitry Polyanskiy, ha osservato che il cessate il fuoco a Gaza non ha migliorato la situazione in Cisgiordania, dove continuano raid militari e operazioni nelle aree di Tubas e Jenin.

Anche la Cina ha chiesto a Israele di cessare immediatamente le attività di insediamento illegali. “La situazione in Cisgiordania non può essere ignorata”, ha dichiarato l’ambasciatore Fu Cong, sottolineando che le azioni unilaterali in violazione del diritto internazionale “devono cessare immediatamente”.

foto Carlos / Saigon – Vietnam da Pixabay.com