OMS: il 94% degli ospedali di Gaza è danneggiato o distrutto.
Il sistema sanitario della Striscia di Gaza (se mai ci fosse il bisogno di evidenziarlo) è sull’orlo del collasso. Secondo un rapporto allarmante pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), almeno il 94% degli ospedali dell’enclave palestinese è stato parzialmente o totalmente distrutto, mentre nel nord di Gaza l’accesso all’assistenza sanitaria è praticamente scomparso.
Attualmente solo 19 dei 36 ospedali presenti nel territorio risultano ancora operativi, ma anche questi stanno affrontando condizioni estreme: gravi carenze di forniture mediche, mancanza di personale sanitario, insicurezza diffusa e un numero crescente di feriti. Tra questi, solo 12 ospedali sono in grado di offrire una gamma di servizi sanitari, mentre i restanti forniscono solo cure d’emergenza di base.
“Il nord della Striscia è stato privato quasi completamente dell’assistenza sanitaria”, si legge nel rapporto dell’OMS. Nel sud, invece, le strutture sono sovraccariche per l’afflusso continuo di feriti. Attualmente, in tutta Gaza sono disponibili solo 2.000 posti letto ospedalieri, a fronte di una popolazione superiore ai 2 milioni di abitanti: una situazione che l’OMS definisce “gravemente inadeguata” rispetto al fabbisogno reale.
Nell’occasione, l’agenzia ONU ha ribadito la richiesta di un cessate il fuoco immediato e permanente, affermando di avere “un piano chiaro, efficace e basato su principi umanitari per la distribuzione degli aiuti, già dimostratosi funzionante e che deve essere messo in condizione di operare”.
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