8 Marzo 2026
EuropaSardegna

Oltre il 12% dei materiali nell’UE proviene dal riciclo.

Nel 2024 oltre il 12% dei materiali utilizzati nell’Unione europea proveniva da processi di riciclo. È quanto emerge dai nuovi dati Eurostat sul tasso di utilizzo circolare dei materiali — noto come circularity rate — che misura il contributo delle materie riciclate rispetto al totale delle risorse consumate.

Rispetto al 2023, l’indicatore cresce di 0,1 punti percentuali, raggiungendo il 12,2%, il valore più alto mai registrato nell’UE. Il progresso è ancora più evidente nel confronto con il 2015, quando la quota era più bassa di un punto percentuale.

Paesi Bassi al top, Romania in coda.

Nel 2024, i Paesi Bassi guidano la classifica europea con un tasso di utilizzo circolare del 32,7%, seguiti da Belgio (22,7%) e Italia (21,6%).
In fondo alla graduatoria compaiono Romania (1,3%), Finlandia e Irlanda (entrambe al 2,0%) e Portogallo (3,0%).

Secondo Eurostat, le differenze tra gli Stati membri rispecchiano l’equilibrio — diverso da Paese a Paese — tra nuove risorse estratte dall’ambiente e materiali che vengono reintrodotti nella catena economica dopo il riciclo.

Dieci anni di progressi: sale il tasso in 21 Paesi UE.

Dal 2015 al 2024 il tasso di circolarità è cresciuto in 21 Stati membri. I maggiori incrementi si registrano a Malta (+14 punti percentuali), Estonia (+9,1), Cechia (+7,9), Slovacchia (+7,2) e ancora nei Paesi Bassi (+5,3).
La tendenza è invece opposta in sei Paesi, con cali particolarmente marcati in Polonia (-4,2) e Finlandia (-3,2).

Metalli i più riciclati, fanalino di coda i materiali fossili.

Guardando ai diversi gruppi di materiali, il 2024 vede i tassi di riciclo più elevati nel comparto dei minerali metallici (23,4%), nonostante un leggero calo rispetto al 2023 (-1,2 pp). Seguono i minerali non metallici con il 14,3% (-0,1 pp), la biomassa con il 9,9% (+0,2 pp) e, ultimi, i materiali e vettori energetici di origine fossile con il 3,8% (+0,4 pp).

foto Thomas da Pixabay.com