Oleodotto Druzhba, Von der Leyen e Costa: “Esperti europei pronti a intervenire subito”. Zelenskyy: “Ripristino entro un mese e mezzo”
L’Unione Europea scende in campo (nel disperato tentativo di convincere Budapest a ritirare il veto sul prestito da 90 miliardi) per ripristinare le forniture di petrolio a Ungheria e Slovacchia dall’oleodotto Druzhba. Lo annunciano in una nota congiunta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy fa il punto sui danni e sui tempi di recupero.
Proprio Zelenskyy, lo stesso che per mesi ha negato l’accesso agli ispettori Ue, ha dichiarato oggi che l’oleodotto, in particolare la stazione di pompaggio di Brody, è stata” colpita dai raid russi”, rendendo “tecnicamente impossibile mantenere la pressione necessaria al transito del greggio”.
Kiev, si legge ancora nella nota del presidente ucraino, “fin dai primi giorni successivi all’attacco, ha lavorato a una soluzione alternativa di bypass”: “Entro circa un mese e mezzo la stazione di Brody dovrebbe essere in grado di riprendere a operare, consentendo il pieno ripristino dei flussi a patto che non arrivino nuovi attacchi russi”, ha dichiarato infine Zelenskyy.
Gli esperti europei, forse, ora potranno – previo via libera di Naftogas – fare i dovuti sopralluoghi lungo l’oleodotto per capire le reali cause che hanno portato all’interruzione della fornitura di combustibile attraverso il Druzhba.
foto Sylvain Thomas European Union, 2012 Copyright Source: EC – Audiovisual Service
