16 Ottobre 2026
Sardegna

Olbia, terrore nel ristorante. Fipe e Confcommercio: “Chi lavora nei pubblici esercizi deve poterlo fare in sicurezza”

Un ristorante pieno di clienti, una normale serata di lavoro che in pochi istanti si trasforma in paura e violenza. Quanto accaduto nel cuore di Olbia scuote profondamente il mondo dei pubblici esercizi e riporta con forza al centro un tema che non può essere sottovalutato: la sicurezza di imprenditori, lavoratori e clienti.

Nella serata di ieri un uomo armato di coltello ha fatto irruzione in un ristorante di corso Umberto e ha aggredito alcune delle persone presenti. Il bilancio è di quattro feriti, due dipendenti e due clienti, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita. L’uomo è stato successivamente fermato e arrestato dalle forze dell’ordine.

FIPE Confcommercio e Confcommercio esprimono solidarietà e vicinanza alle persone ferite, ai lavoratori, ai titolari dell’attività e a tutti coloro che hanno vissuto quei momenti di paura, chiedendo allo stesso tempo che un episodio di tale gravità apra una riflessione concreta sulla sicurezza nelle aree maggiormente frequentate delle città.

“Quello che è accaduto è sconvolgente – dichiara Marco Mura, presidente FIPE Confcommercio per l’area Gallura – Sardegna Nord Est –. Esprimiamo prima di tutto la nostra vicinanza ai feriti, ai dipendenti e ai titolari del ristorante, che hanno vissuto momenti drammatici. Chi apre un locale, chi ci lavora e chi semplicemente entra per trascorrere una serata deve sentirsi al sicuro. I pubblici esercizi sono luoghi di socialità, accoglienza e presidio del territorio e non possiamo accettare che imprenditori e lavoratori si trovino esposti a situazioni di violenza di questa portata”.

Per Mura è necessario che quanto accaduto porti a mantenere alta l’attenzione: “Chiediamo attenzione e un confronto con le istituzioni e le forze dell’ordine. Non vogliamo alimentare allarmismi, ma nemmeno sottovalutare i segnali che arrivano dal territorio. La sicurezza è una condizione indispensabile per poter lavorare e per rendere attrattiva una città turistica come Olbia”.

Sulla stessa linea Edoardo Oggianu, presidente di Confcommercio Olbia Gallura: “Vedere una normale serata trasformarsi in una scena di violenza dentro un’attività commerciale colpisce tutta la nostra comunità. La nostra solidarietà va alle persone ferite, ai titolari, ai lavoratori e a tutti coloro che erano presenti nel locale. Voglio anche sottolineare il coraggio di quanti sono intervenuti per fermare l’aggressione e aiutare le persone coinvolte”.

“Da una parte – prosegue Oggianu – lavoriamo perché i centri storici siano attrattivi durante tutto l’anno, perché valorizzino il commercio di prossimità, producano economia e rappresentino un presidio di socialità e di sicurezza per le nostre città. Dall’altra, però, le istituzioni devono garantire la sicurezza di esercenti, imprenditori, lavoratori e clienti. Su questo non si può tergiversare. La sicurezza è una materia seria e non può diventare un argomento da affrontare soltanto dopo che si verificano episodi gravi. È una priorità che non può più essere rinviata“.

Alberto Fois, vicepresidente regionale FIPE, allarga infatti la riflessione all’intera Sardegna: “Quello accaduto a Olbia è un episodio gravissimo che ci impone di tenere alta l’attenzione. La nostra prima preoccupazione va alle persone ferite, ai lavoratori e all’imprenditore coinvolto, ma non possiamo fermarci alla solidarietà. La sicurezza di chi lavora nei pubblici esercizi e di chi li frequenta deve diventare una priorità concreta“.

Un tema, come evidenziato dalla FIPE, che non riguarda soltanto Olbia. Emanuele Frongia, presidente FIPE Confcommercio Sud Sardegna, sottolinea come la sicurezza rappresenti una questione centrale per l’intero comparto dei pubblici esercizi.

“Quanto accaduto a Olbia riguarda tutti noi – afferma Frongia –perché dietro il bancone di un bar o tra i tavoli di un ristorante ci sono persone che lavorano, spesso fino a tarda sera, e che hanno diritto a farlo senza paura. I pubblici esercizi non sono il problema della sicurezza delle città: molto spesso ne sono uno dei principali presidi, perché una strada illuminata, frequentata e con attività aperte è una strada più viva e presidiata”.

“Per questo – conclude Frongia – serve una strategia condivisa. Più prevenzione, attenzione alle zone maggiormente frequentate e un rapporto costante tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni di categoria. Non chiediamo città militarizzate, chiediamo città nelle quali sia garantito il diritto di lavorare, fare impresa e trascorrere il proprio tempo libero in sicurezza“.

foto Rudy and Peter Skitterians da Pixabay.com