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Occupazione nelle aree rurali e periferiche. Permangono i divari territoriali in Ue.

La fotografia più recente fornita dalla Commissione europea sull’occupazione nelle regioni europee riaccende il dibattito sul divario tra territori centrali e periferici. Secondo le cifre disponibili, oltre metà delle regioni NUTS 2 non ha raggiunto l’obiettivo UE del 78% di tasso di occupazione. Inoltre, mancano dati per 130 regioni — pari a più del 46% del totale.

Le domande rivolte alla Commissione.

Le eurodeputate Marieke Ehlers e Rachel Blom (Patriots for Europe) hanno chiesto chiarimenti in materia all’Esecutivo comunitario, puntando l’attenzione sulla coerenza delle politiche europee: “Come conciliare l’alta disoccupazione — in particolare nelle aree rurali e periferiche — con le affermazioni della Commissione sulla necessità di aumentare la migrazione per motivi di lavoro? – chiedono le esponenti dei Patrioti -. E quali misure sono state adottate per garantire che gli Stati membri migliorino la rendicontazione dei tassi di occupazione nelle regioni NUTS 2?”.

Un nodo strategico per le politiche sul lavoro.

Le aree rurali e periferiche restano tra le più vulnerabili alle dinamiche del mercato del lavoro, con giovani e lavoratori qualificati spesso spinti a migrare verso zone più dinamiche. “Il ritardo nel completamento dei dati statistici, evidenziano le deputate, rischia di compromettere l’analisi e la progettazione di politiche mirate”.