10 Agosto 2026
PoliticaSardegna

Nursing Up scrive a Schillaci: “Promesse evaporate, stipendi fermi e carenze croniche”.

“Questa manovra non racconta affatto una svolta, ma rappresenta l’ennesima illusione”. Con queste parole Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, si è rivolto al ministro della Salute Orazio Schillaci in una lettera aperta che denuncia l’assenza di misure concrete per il personale sanitario.

“Ci avevano promesso un fiume di risorse,” scrive De Palma, “ma ci ritroviamo con una pozzanghera che evapora al primo sole: 2,4 miliardi nel 2026 che diventano appena 2,65 complessivi nel biennio successivo. È un passo indietro, non avanti. Un nuovo schiaffo ai professionisti della sanità pubblica”.

Una voragine italiana dove mancano 175 mila professionisti.

Sul fronte delle assunzioni, il leader sindacale parla di numeri insufficienti: “Solo 1.500 medici e 5.000 infermieri l’anno, di fronte a una voragine di 175 mila professionisti mancanti. È come tentare di curare un’emorragia con un cerotto. Il Servizio sanitario nazionale non può reggere così”.

Per quanto riguarda le retribuzioni, De Palma ha poi definito “irrisoria” l’indennità di specificità che dovrebbe aumentare fino a 110 euro lordi mensili: “Una mancia che non basta a fermare la fuga dei professionisti né a restituire dignità a chi resta”.

Libera professione cancellata: segnale gravissimo.

Il presidente di Nursing Up punta poi il dito contro la decisione di stralciare la sperimentazione della libera professione intramuraria per infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie, prevista dalla legge 43 del 2006. “Era una proposta attesa da anni. Il suo stralcio è un segnale gravissimo di disattenzione verso chi manda avanti gli ospedali”.

De Palma critica anche il metodo seguito dal governo: “Prima di presentare la manovra non c’è stato alcun confronto. Evidentemente i sindacati delle professioni sanitarie non servono. Eppure il confronto è l’unica via per costruire strategie efficaci. Non è tardi: lo faccia ora, ministro. Ci convochi subito”.

Infermieri dall’estero? Soluzioni improvvisate e inefficaci.

Il sindacato contesta infine l’idea di reclutare infermieri da India e Uzbekistan, definendola “una soluzione improvvisata e culturalmente fragile”: “Professionisti che non conoscono la lingua né il nostro sistema sanitario. Intanto gli italiani continuano a pagare il prezzo di un sistema che perde pezzi: pronto soccorso in tilt, cittadini esasperati, rinunce alle cure”.