Nuovo pacchetto di sanzioni UE contro la Russia, emergono le solite divisioni tra gli Stati membri.
Si fanno strada tensioni e divergenze all’interno dell’Unione europea sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Secondo quanto riferisce Bloomberg, alcune delle misure proposte dalla Commissione europea starebbero incontrando la resistenza di diversi Paesi membri, complicando il negoziato tra i governi.
Al centro del confronto vi sarebbe la proposta di colpire porti e istituti bancari stranieri coinvolti nella vendita di petrolio russo, una misura che punta a rafforzare la pressione economica su Mosca.
Grecia e Malta contrarie alle nuove restrizioni marittime.
Tra i principali punti di attrito, l’ipotesi di sostituire l’attuale tetto al prezzo del petrolio russo con un divieto più ampio sui servizi marittimi legati al trasporto del greggio, come assicurazioni e attività di trasporto.
Secondo Bloomberg, Grecia e Malta si sarebbero espresse contro questa proposta, preoccupate per il possibile impatto sul settore marittimo, strategico per le loro economie.
Obiezioni su porti e istituti bancari.
Ulteriori divisioni emergono anche su specifiche sanzioni mirate. Italia e Ungheria avrebbero sollevato riserve rispetto all’inserimento del porto georgiano di Kulevi nella lista dei soggetti sanzionabili. Grecia e Malta, invece, si opporrebbero a misure analoghe nei confronti di un porto situato in Indonesia.
Secondo le stesse fonti, citate in forma anonima dall’agenzia finanziaria, Italia e Spagna avrebbero inoltre espresso perplessità sulle sanzioni proposte contro una banca con sede a Cuba.
Un negoziato ancora aperto.
Le divergenze evidenziate confermano le difficoltà dell’UE nel trovare una posizione condivisa su misure che rischiano di avere ricadute economiche dirette su alcuni Stati membri. Il confronto resta aperto e potrebbe portare a modifiche del pacchetto prima dell’approvazione definitiva.
